DONALD TRUMP

Ma l’ex tycoon non molla: “sono la persona più perseguitata della storia”

La candidatura di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2024 sembra sempre più probabile di giorno in giorno, anche se fino a oggi non sono arrivate ufficializzazioni. Tuttavia l’ex tycoon ha fatto capire con chiarezza quali siano le sue intenzioni, non ultimo al summit degli studenti conservatori riuniti a Tampa, in Florida: «non vogliono che mi candidi – ha detto – perché non vogliono che io rappresenti voi. Sono la persona più perseguitata della storia. Se annunciassi di non candidarmi, le indagini finirebbero subito. E invece sapete cosa? Non c’è possibilità che io lo faccia».

Trump ha dunque parlato da candidato ma senza fare l’annuncio diretto che ci si aspettava arrivasse proprio dalla Florida. E intanto, continua a perdere pezzi: Rupert Murdoch lo ha scaricato, tramite due dei suoi quotidiano che hanno condannato Trump accusandolo di essere “indegno”. «Trump ha giurato di difendere la Costituzione e come Commander-in-Chief aveva l’obbligo di proteggere Capitol Hill dall’attacco. Ma ha rifiutato di farlo» afferma il board editoriale del Wall Street Journal osservando come “nei 18 mesi” seguiti all’assalto “non ha mostrato neanche l’ombra di pentimento”. Il New York Post usa parola ancora più dure: «l’unica cosa che voleva durante quel pomeriggio del 6 gennaio era mettere sotto pressione il vicepresidente Mike Pence affinché non certificasse il voto. Ha pensato che la violenza dei suoi fedeli sostenitori avrebbe raggiunto l’obiettivo».

«Noi abbiamo reso grande l’America – ha continuato Trump – ma ora non lo è più. Non lasceremo che il nostro Paese diventi il Venezuela, diventi l’Unione Sovietica, questa nazione non appartiene a loro, questa nazione appartiene a voi, è la vostra casa».

Tra i conservatori però, non è l’unico a volere lo scettro: il leader repubblicano al Senato, Mitch McConnell, in settimana aveva annunciato che ci sarebbe stata una “folla di candidati”. Uno degli sfidanti potrebbe essere il governatore Ron DeSantis, che ha già raccolto l’endorsement ufficiale di un ex amico di Trump, il fondatore di Tesla e uomo più ricco al mondo Elon Musk.

Tra i punti toccati in Florida da Trump c’è anche il Governo di Joe Biden (“il Paese è ridotto a un accattone“), il ritiro dall’Afghanistan (“il momento più umiliante della storia americana”), il cambiamento climatico (“una bufala da sconfiggere”). Trump ha annunciato anche di aver “completato il piano originale” della costruzione del muro al confine con il Messico, e ha denunciato la “fine della libertà d’espressione” e accusato i democratici di “atteggiarsi a poliziotti”.

Il finale è arrivato dopo più di un’ora di slogan e di qualche caduta di stile (l’aspirante presidente ha invitato la platea a “sbeffeggiare i transgender”) ed è stato nel segno dei comizi classici, con gli slogan sull’America che con lui “tornerà di nuovo grande, potente e sicura”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK