Questa volta nel mirino il voto in Georgia: l’ex presidente tentò di ribaltare il risultato elettorale
La mancata accettazione della sconfitta nelle elezioni del 2020 porta a una nuova incriminazione per Donald Trump. Si tratta della quarta, e riguarda l’ingerenza dell’ex presidente e dei suoi alleati nel voto in Georgia, quando la campagna dell’uscente leader della Casa Bianca tentò di ribaltare il risultato elettorale che aveva consacrato Joe Biden.
Le indagini si sono protratte per due anni e mezzo, condotte dalla procuratrice distrettuale della contea di Fulton Fani Willis che ha portato poi le prove raccolte di fronte al Gran Giurì di Atlanta. Le accuse comprendono associazione a delinquere, falso, cospirazione e violazione del giuramento d’ufficio. Tra i complici, l’ex capo dello staff di Trump, Mark Meadows, e l’avvocato dell’ex presidente Rudy Giuliani.
Dopo l’incriminazione Trump ha inveito contro la procuratrice Willis, accusandola di essere “rabbiosa e schierata” e di aver “rallentato l’inchiesta con l’obiettivo di interferire al massimo sulle elezioni del 2024″. Trump, in attesa di conoscere nei dettagli la decisione, aveva già definito “corrotto” il presidente Joe Biden e ribadito di aver agito correttamente, esercitando il diritto alla libertà d’espressione.
“Che dire dei documenti d’accusa pubblicati oggi, molto prima che il Gran Giurì votasse, e poi rapidamente ritirati? A me sembra che siano stati truccati! Perché non hanno incriminato 2 o 5 anni fa? Perché volevano farlo proprio nel bel mezzo della mia campagna politica. Caccia alle streghe! Diciannove persone incriminate stanotte, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti, io, da un Procuratore distrettuale fuori controllo e molto corrotto che ha fatto una campagna elettorale e ha raccolto fondi con il motto: ‘Prenderò Trump'” è il commento di Trump in un posto sul social Truth dopo la sua incriminazione.
L’ex presidente aggiunge inoltre che tutti i processi dovrebbero essere rimandati a dopo le elezioni: “tutti questi processi e casi fasulli dell’amministrazione Biden, compresi quelli locali, dovrebbero essere rinviati dopo le elezioni presidenziali del 2024″ scrive su Truth.
di: Micaela FERRARO
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