TRUMP

L’ex tycoon è stato condannato per aver aggredito sessualmente e diffamato la scrittrice E. Jean Carroll, alla quale dovrà pagare un indennizzo di cinque milioni di dollari

La giuria del processo civile a New York ha decretato Donald Trump colpevole di aggressione sessuale e diffamazione nei confronti della scrittrice E. Jean Carroll, condannandolo a pagare due milioni di dollari di indennizzo, due milioni per l’abuso sessuale e tre per diffamazione.

Il tycoon non ha stuprato Carroll, secondo la giuria, ma la ha aggredita sessualmente nei camerini di un grande magazzino nel 1996 per poi diffamarla, negando l’accaduto e dandole della “bugiarda”.

«Nessuno è al di sopra della legge, neanche un ex presidente – aveva dichiarato l’avvocata di Carroll Roberta Kaplan – Trump è un testimone contro sé stesso». Carroll dopo la sentenza ha spiegato di aver fatto “causa a Donald Trump per riabilitare il mio nome e riprendermi la mia vita. Oggi il mondo conosce finalmente la verità. Questa vittoria non è solo per me, ma per ogni donna che ha sofferto perché nessuno le ha mai creduto“.

«Non ho assolutamente idea di chi sia questa donna, questo verdetto è una vergogna, una continuazione della più grande caccia alle streghe di tutti i tempi» ha scritto Trump sul suo social Truth dopo il verdetto. L’avvocato dell’ex presidente statunitense, Joseph Tacopina, ha annunciato l’intenzione di impugnare il verdetto e ha sostenuto si tratti di una sentenza “strana e che lascia perplessi“.

Nel suo primo discorso in pubblico dopo la condanna, Trump ha rincarato la dose: «il 6 gennaio è stato un giorno bellissimo, ho parlato a una folla enorme. Il problema è che quella pazza di Nancy Pelosi e la sindaca di Washington non hanno voluto dispiegare la Guardia nazionale. Io volevo dispiegare mille uomini, ma loro non hanno voluto. Ho chiesto a tutti i manifestanti di mantenere la protesta pacifica – e per quanto riguarda Carroll aggiunge: – non ho idea di chi sia, lo giuro sui miei figli. Questa è una storia falsa, creata ad arte. Non si può avere un processo giusto a New York o a Washington».

Trump ha sottolineato che concederebbe la grazia a molti dei rivoltosi del 6 gennaio 2021: “Sono persone fantastiche, brave persone”. Poi ha paragonato l’assalto a Capitol Hill alle proteste del movimento Black Lives Matter.

Parlando della corsa alla Casa Bianca ha dichiarato: «io ho fatto un lavoro fantastico alla Casa Bianca, per questo devo tornarci. Sono pronto a riconoscere il risultato delle elezioni del 2024, se saranno corrette».

In realtà la condanna per abusi sessuali mette a rischio la sua ricandidatura. Il 61% degli americani ritiene che un imputato condannato per reati sessuali non possa fare il presidente.

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

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