TRUMP

Martedì 4 aprile il tycoon davanti al giudice per i pagamenti alla pornostar Stormy Daniels

Donald Trump ha chiesto di spostare la sede del processo a Staten Island.

Sono le prime informazioni che arrivano da New York, dove oggi l’ex presidente comparirà davanti al tribunale per il caso relativo ai pagamenti alla pornostar Stormy Daniels.

All’udienza non sono ammesse telecamere, solo fotografi.

Fuori dal tribunale si sono radunati i manifestanti pro-Trump avvolti nella bandiera americana. La polizia gli ha dedicato un’area apposita, Collect Pond Park, di fronte all’ingresso della procura, per le proteste.

Secondo quanto emerge, sarà lo stesso Trump a dichiararsi non colpevole davanti al tribunale di Manhattan, dove è atteso alle 20:15 ora italiana. Sembra che l’ex presidente abbia insistito con i suoi avvocati perché nessuno di loro parli in sua vece.

È possibile inoltre che Trump parli alle telecamere prima e dopo l’udienza fuori dal tribunale.

L’arrivo a New York

Nella serata di lunedì 3 aprile il tycoon ha lasciato la residenza di Mar-a-lago, in Florida. ed è atterrato all’aeroporto di LaGuardia a New York alle 21.30 circa (ora italiana).

Trump ha passato la notte alla Trump Tower, sulla Fifth Avenue. La zona è blindata dalla polizia e sorvolata da due elicotteri. Stando a quanto riferito dall’ANSA, per ora non sono presenti sostenitori dell’imprenditore, solo giornalisti e qualche curioso. Sembra che l’ex inquilino della Casa Bianca abbia preferito entrare da un’entrata laterale sulla 56esima strada.

L’ex presidente degli Stati Uniti dovrebbe comparire davanti al giudice Juan Merchan alle 14.15 ora locale (le 20.15 in Italia). Una volta rientrato in Florida Trump dovrebbe tenere una conferenza stampa alle 20.15 locali (le 2.15 italiane). Nelle prossime ore Merchan farà sapere se all’udienza saranno ammesse le telecamere. Prima dell’incontro al tycoon verranno prese le impronte digitali e scattata una foto segnaletica, mentre gli investigatori verificheranno i documenti per l’arresto.

Venerdì scorso, nonostante non sia stato messo in stato d’accusa, Trump ha scritto sui social media, che Merchan lo “odia” e ha attaccato il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg.

«New York è sempre pronta, la polizia è sempre pronta. Non ci sono specifiche minacce credibili. Tutti possono proseguire con le loro normali autorità» ha dichiarato il sindaco di New York, Eric Adams.

Dall’aereo che lo ha portato verso New York, Trump si è rivolto ai magistrati, criticando la gestione dell’indagine sui documenti riservati ritrovati nell’abitazione dell’attuale presidente Usa Joe Biden.

«Quando esamineranno i documenti di Biden?… Io ho seguito il Presidential Records Act, lui no. Lui ha ostacolato, io no. Il procuratore Jack Smith, che odia Trump e che è un pazzo, dovrebbe prendere Biden!,» ha scritto Trump sul suo social Truth, in riferimento alla carte sequestrate nella sua residenza di Mar-a-lago.

Casa Bianca: “monitoriamo situazione ma non temiamo proteste violente”

La Casa Bianca sta monitorando la situazione in vista della comparizione di Trump in tribunale ma non teme proteste violente.

«Stiamo seguendo da vicino e siamo in contatto con le autorità locali e statali nel caso ci sia bisogno ma non crediamo ci sarà» ha dichiarato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby, in un briefing con un gruppo ristretto di giornalisti.

A questo proposito il presidente Biden ha affermato di avere “fiducia nella giustizia” come riferisce AdnKronos.

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/WILL OLIVER