Dall’immigrazione al sostegno a Kiev, i nuovi pilastri del Governo Tusk

Donald Tusk è ufficialmente il nuovo primo ministro della Polonia. Ha giurato nel palazzo presidenziale a Varsavia come nuovo premier e sulla scia della sua esperienza a Bruxelles dove ha presieduto il Consiglio Europeo dal 2014 al 2019, ha fatto il suo primo discorso alla Nazione che parla europeo.

«Siamo tanto più forti, tanto più sovrani, non solo quando la Polonia è più forte, ma anche quando l’Unione europea è più forte» assicura il premier ai deputati. Proprio l’Europa costituisce una spaccatura ancora aperta per il Paese, reduce da un Governo entrato non poche volte in conflitto con Bruxelles.

A tal proposito, “possiamo proteggere il confine polacco ed europeo ed essere umani allo stesso tempo” assicura alla Camera Bassa protestando “contro la xenofobia introdotta dalle autorità nel dibattito pubblico” e contro “l’atteggiamento ostile delle autorità nei confronti degli immigrati“.

«La Polonia sarà al sicuro e noi realizzeremo questo ideale di Stato sicuro – promette ancora, – ma la Polonia può essere il luogo più sicuro sulla terra se non resta sola, se collabora con gli alleati e protegge i suoi confini»

A dispetto delle recenti frizioni di Varsavia con Kiev, Tusk assicura poi che l’Ue deve “parlare con una sola voce riguardo all’Ucraina“, perché “l”attacco all’Ucraina è un attacco a tutti noi. Chiederemo la piena mobilitazione dell’Occidente per aiutare l’Ucraina. Non posso più ascoltare i politici che dicono di essere stanchi della situazione in Ucraina“.

Pieno sostegno a Kiev dunque, anche se “allo stesso tempo dobbiamo rimanere risoluti quando si tratta degli interessi, tra gli altri, degli agricoltori polacchi“.

Il governo ha ottenuto la fiducia in Parlamento con 248 deputati a favore, 201 sono stati i voti contrari, nessun astenuto.

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/PAWEL SUPERNAK