Il piccolo gruppo di isole rischia di scomparire per colpa del cambiamento climatico. E il suo presidente lancia la proposta-provocazione
Se il mondo non farà nulla per Tuvalu, Tuvalu diventerà virtuale. Questo grosso modo il significato delle parole dichiarate in conferenza stampa lo scorso 15 Novembre dal ministro degli affari esteri, Simon Kofe, alla Cop27. La sua proposta, creare una versione di Tuvalu nel Metaverso, suona più come un’amara ironia ma è un grido disperato di aiuto. La Repubblica di Tuvalu, un arcipelago di nove isole tra Australia e Hawaii, è la casa di circa 12 mila abitanti che vivono in estrema povertà. E ora gli scienziati hanno stimato che le isole potrebbero scomparire del tutto, inghiottite dall’oceano, entro il 2100.
E così Kofe annuncia che se non si farà nulla per contrastare il “peggiore scenario possibile” la soluzione sarà creare un “gemello” digitale di Tuvalu, che diventerà così la prima nazione digitalizzata in toto per poter salvare la sua bellezza e cultura ricchissima. La soluzione nascerebbe anche per poter preservare l’integrità politica di Tuvalu, evitando che gli abitanti emigrino e disperdano le loro tradizioni millenarie. Secondo quanto stimano gli scienziati già ora il 4% del distretto centrale della capitale è sotto assedio del mare, quando si alza l’alta marea.
Alofa Aulua, ministro di Tuvalu della tecnologia e delle poste, ha precisato: «La terra, l’oceano e la cultura del nostro popolo sono il nostro bene più prezioso; non importa cosa accadrà nel mondo fisico, cercheremo almeno di salvarli in quello reale».
di: Caterina MAGGI
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