Class action per le vittime di molestia degli autisti del sistema di noleggio veicoli a San Francisco
Al tribunale di San Francisco sono arrivate 550 donne a intentare causa contro Uber, il colosso dei trasporti, che hanno denunciato di essere state aggredite dagli autisti e la società non avrebbe fatto niente a riguardo, nonostante fosse a conoscenza della problematica dal 2014.
Dal 2014 la cose non solo sono state ignorante, ma sono peggiorate, con molestie che sono arrivate fino al sequestro e lo stupro come spiegato dallo studio legale che ha portato avanti la class action, lo Slater Slater Schulman. Gli avvocati sono impegnati nelle indagini su almeno altri 150 casi di possibili aggressioni.
Da Uber non arriva nessuna dichiarazione in risposta alle accuse, solo la conferma dell’avviamento della class action lo scorso febbraio. La società ha pubblicato i risultati di un’inchiesta interna in merito al problema delle violenze degli autisti, secondo i dati sono state 3824 le denunce di aggressioni da parte dei suoi autisti solo nel 2019 e 2020. Già nel 2018 il colosso del trasporto raggiunse un accordo extragiudiziario dopo che due donne presentarono ricorso e in quell’occasione la società si disse intenzionata ad affrontare il problema e studiare misure per contenerlo.
Secondo gli avvocati Uber non avrebbe fatto abbastanza e dovrebbe installare le telecamere all’interno dell’auto, controllare gli eventuali precedenti degli autisti, creare un sistema di allarme non appena gli autisti deviino dal percorso richiesto.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: PIXABAY