Identificato il cacciatore. Parco Nazionale d’Abruzzo: “fatto gravissimo”
L’orsa Amarena, una delle femmine più prolifiche della storia del Parco Nazionale d’Abruzzo, è stata uccisa a fucilate. I suoi cuccioli sono fuggiti e girano ancora liberi tra i boschi dell’Appennino ma senza la mamma non possono sopravvivere. Perciò proseguono ininterrotti da giovedì, giorno dell’uccisione, i tentativi di cattura dei piccoli, che dovrebbero avere circa 7 mesi.
L’uomo che ha sparato è stato individuato dai Carabinieri della Compagnia di Avezzano, insieme a quelli della specialità forestale del Gruppo dell’Aquila. È un 56enne di San Benedetto dei Marsi, ora indagato.
Fermato dai guardiacaccia, l’uomo si è difeso dicendo di averle sparato perché l’ha trovata nella sua proprietà ma che “non voleva ucciderla”. L’orsa, a quanto pare con radiocollare, sembra non aver mai recato fastidio alle comunità dell’area protetta che frequentava da sempre essendo un orso “confidente” cioè un animale che si avvicina all’uomo senza problemi e ne prende anche il cibo. In questo periodo, spiegano gli esperti, gli orsi si preparano all’inverno e vanno alla ricerca spasmodica di cibo.
Nel momento in cui è stato percepito il colpo del fucile, è scattato il sistema di sicurezza, in atto per la salvaguardia degli orsi marsicani, messo in campo dai carabinieri e dal personale del parco facendo arrivare immediatamente i militari sul posto. Questi hanno sequestrato il corpo dell’animale e lo hanno dato al servizio veterinario del Parco Nazionale d’Abruzzo. Sono state sequestrate anche l’arma incriminata, il bossolo espulso e altre armi del presunto responsabile. Adesso il 56enne indagato dalla Procura di Avezzano, dovrà rispondere del delitto di uccisione di animali e della contravvenzione di abbattimento di un esemplare di orso.
L’Ente Parco ha condannato gravemente quanto avvenuto. In un post scrive: “i rilievi per accertare la dinamica dei fatti sono in corso, così come il personale del Parco è impegnato a individuare i due cuccioli dell’orsa per valutare il da farsi. L’episodio è un fatto gravissimo, che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco. Ovviamente non esistono motivazioni di nessuna ragione per giustificare l’episodio visto che Amarena, pur arrecando danni ad attività agricole e zootecniche, sempre e comunque indennizzati dal Parco anche fuori dai confini dell’Area Contigua, non aveva mai creato alcun tipo di problema all’uomo”.
Dura condanna anche da parte del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: «è un atto gravissimo nei confronti dell’intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile. In tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L’atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione».
di: Micaela FERRARO
FOTO: PIXABAY