Rappresaglia di missili a Kramatorsk, 600 ucraini uccisi
Suonano come un ossimoro le parole del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, che le ha pronunciate alla conferenza sulla sicurezza “Folk och Forsvar” a Salen, in Svezia: «le armi – sostiene Stoltenberg – sono la via per la pace» intese come il «percorso più rapido» verso una soluzione di pace negoziata tra Russia e Ucraina. Il riferimento è all’invito a continuare a sostenere Kiev con le armi per rafforzare la sua forza sul campo di battaglia e la sua posizione in un potenziale tavolo con Mosca.
Il campo minato più grande
L’Ucraina è “attualmente il più grande campo minato del mondo“: ad affermarlo all’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap è il premier ucraino Denys Shmyhal secondo cui l’area minata equivale a oltre il 40% del Paese, pari a circa 250mila chilometri quadrati.
Una condizione che “non solo rende difficile per le persone viaggiare, ma causa anche gravi interruzioni nell’agricoltura, che è una delle nostre industrie principali“. Ad essere più esposte sono le aree residenziali, in particolare quelle densamente popolate in cui si trovano infrastrutture.
Mal di pancia diplomatici
Intanto il ministro degli Esteri Tajani non porta buone notizie dal fronte diplomatico: «anche la tregua di Putin è stata fatta a fine interni e in modo unilaterale – spiega al Corriere della Sera. – Bisogna continuare a lavorare per la pace, ma tutti questi segnali non autorizzano ad essere ottimisti» aggiunge il titolare della Farnesina, ammettendo che “ci sono alcuni attori internazionali come Cina, Turchia e Stati Uniti che potrebbero fare la differenza a livello diplomatico“.
È in stallo anche la questione a latere dell’espansione della Nato. Il primo ministro della Svezia Ulf Kristersson ha infatti dichiarato che le richieste avanzate dalla Turchia per far cadere il suo veto sull’ingresso di Stoccolma dell’Alleanza non possono essere accettate. Ankara “ha confermato che abbiamo fatto quello che avevamo detto che avremmo fatto, ma pone anche condizioni che noi non possiamo e non vogliamo garantire“, ha spiegato ancora Kristersson.
Gli States sosterranno gli alleati di Kiev
L’amministrazione Usa ha annunciato che invierà 682 milioni di dollari destinati ai paesi dell’Europa orientale parte della Nato, alcuni dei quali hanno dato fondo ai loro arsenali militari per fornire armi all’Ucraina in guerra. La notizia arriva dopo l’annuncio dell’invio di ulteriori forniture militari a Kiev, da oltre 3 miliardi di dollari, che include: 50 veicoli da combattimento Bradley, 500 missili anti-carro TOW e 250.000 munizioni da 25 millimetri.
Riapre il fuoco sul campo
Nel frattempo si torna a sparare sull’Ucraina orientale, nella regione del Donetsk. A Starobeshevskaya, nell’area occupata da russi, missili d’artiglieria ucraini avrebbero colpito e danneggiato la centrale elettrica. La notizia è stata riportata dalla Tass che cita fonti locali.
Dall’altro versante, il capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhia Oleksandr Starukh accusa i russi di aver sparato nella notte attacchi con bombe a grappolo nella periferia meridionale, danneggiando magazzini e altre strutture. Ieri, malgrado la tregua, sono morti almeno tre civili e altri 9 sono rimasti feriti nelle regioni ucraine di Donetsk, Kherson e Krakiv.
Oggi il bilancio delle vittime ucraine sale ancora: con una massiccia rappresaglia missilistica dopo il bombardamento ucraino di Makiivka, l’esercito russo ha ucciso oltre 600 militari ucraini a Kramatorsk. Rimane ancora incerto il bilancio delle vittime dell’attacco sferrato a Capodanno dalle truppe ucraine contro un alloggio temporaneo delle truppe russe nei pressi di Donetsk: secondo Kiev le vittime sarebbero state 400 mentre secondo Mosca sono morti 89 militari.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/Henrik Montgomery