Raid russi nel Donetsk, un morto, bambini feriti. Kiev: “stop alle elezioni finché c’è la guerra”
In Ucraina si combatte da 646 giorni.
Secondo quanto dichiarato dal capo dell’Amministrazione militare regionale Oleksandr Prokudin, nella regione di Kherson sono stati compiuti 91 attacchi in 24 ore. Tre civili sono morti e 8 sono invece feriti. Prokudin lo ha scritto su Telegram ed è stato ripreso da Ukrinform. Nella regione sono stati sparati, dall’esercito di Mosca, 528 proiettili da mortai, artiglieria, lanciarazzi multipli Grad, carri armati, aerei e droni contro la regione, 7 dei quali erano droni kamikaze Shahed
Zelensky: “nessun accordo senza ritiro totale Russia”
Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina non accetterà un accordo di pace con la Russia a meno di un ritiro totale di Mosca dai territori ucraini.
In un’intervista internazionale il presidente ucraino ha dichiarato di essere preoccupato per il “progressivo calo dell’attenzione internazionale nei confronti del conflitto in Ucraina, complice anche la crisi in Medioriente”: «vi sarà pace e sicurezza in futuro solo se le truppe russe non saranno sul nostro territorio – ha dichiarato, aggiungendo che – una interruzione dei combattimenti equivarrebbe solo a un conflitto congelato e darebbe a Mosca il tempo di prepararsi a riprendere le ostilità».
Da Kiev hanno stabilito anche che non ci saranno elezioni, sia presidenziali sia parlamentari, fino alla fine della guerra: i rappresentanti di tutte le fazioni e gruppi della Rada hanno firmato un memorandum sull’inammissibilità del voto finché sarà in vigore legge marziale.
Orban: Kiev nell’Ue “non coincide con gli interessi nazionali dell’Ungheria”
Durante un’intervista a Kossuth Rádió il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato che “l’adesione dell’Ucraina all’Ue non coincide con gli interessi nazionali dell’Ungheria. Si può prevedere che non ci sarà un accordo e allora andrà in frantumi l’unità europea“.
Secondo il primo ministro “l’unità può essere difesa evitando di mettere all’ordine del giorno le questioni su cui non c’è accordo“.
Lavrov all’Osce
Il ministro degli esteri russo Lavrov, che è arrivato ieri all’Osce di Skopje, ha dichiarato che l’organizzazione sta diventando “un’appendice di Nato e Unione Europea” e che “ci sono poche ragioni per essere ottimisti”.
di: Micaela FERRARO
aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/SERGEY KOZLOV