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È un fenomeno che ha origini antiche

Avete mai sentito parlare della “neve cocomero”?

È avvenuto di recente in alcune zone delle montagne dello Utah. Si tratta di neve dal colore rosa chiamata “cocomero” perché ha il colore della polpa dell’anguria e che macchia le scarpe e i pantaloni. È noto come un fenomeno che si verifica, ad alta quota tra i 3000 e i 3600 metri, di tanto in tanto in tutto il mondo quando alcune alghe dormienti si risvegliano e salgono in superficie in ambienti freddi e nevosi.

A spiegarlo sono gli scienziati.

«Non è dannoso per le persone toccarlo e non contamina l’acqua potabile quando si scioglie», ha spiegato Scott Hotaling, un ecologo della Utah State University che studia la biodiversità in ambienti freddi e di alta quota. «È come se fosse stata cosparsa di sale dell’Himalaya o di polvere di Kool-aid», ha detto invece nel video Jana Brough, una donna di North Logan che è arrivata ad un lago di montagna nel nord dello Utah con amici e familiari.

Di cosa si tratta?

In alta montagna c’è lo sviluppo di massa di organismi di genere Chlamydomonas che fanno parte della classe delle alghe verdi. La colorazione è dovuta ai carotenoidi. Le spore dell’alga, pigmentate di verde, crescono dentro la neve ma quando si scioglie appaiono in superficie.

Il loro è un meccanismo di protezione dai raggi ultravioletti del sole, molto presenti ad alta quota. Il colore rosso assorbe anche il calore e fornisce all’alga acqua liquida quando la neve si scioglie. Ciò crea dei fori chiamati “sun cups”, ovvero tazze di sole (depressioni poco profonde nella neve).

Rispetto alle altre alghe, queste crescono al freddo. Nel corso dei mesi invernali, quando la neve le copre, entrano in una specie di letargo. Poi, durante la primavera e l’estate, la quantità di luce, acqua e sostanze nutrienti maggiore innescano il processo di germinazione.

Le alghe appaiono quindi in superficie come macchie rosa. Le fioriture algali possono estendersi ad una profondità di 25 cm, ma ognuna ha un diametro che va da 20 a 30 micrometri, circa quattro volte quello di un globulo rosso umano.

Anche il filosofo greco Aristotele ha lasciato delle testimonianze scritte riguardo la neve cocomero. Fu però il capitano John Ross, grazie ad un resoconto fatto durante la sua spedizione nel 1818, a ipotizzare che la neve rossa avesse a che fare con la presenza di un’alga.

di: Alice GEMMA

FOTO: PIXABAY