Il caso risale al 2013, all’interno c’erano 10 milioni di euro

Si chiude con un’assoluzione il giallo della valigetta da 10 milioni di euro. Il tribunale di Milano ha assolto tutti e cinque gli imputati al centro del procedimento con l’accusa di riciclaggio.

Un caso che risale al 2013: il 28 dicembre un ungherese 43enne accompagnato da un russo è sbarcato a bordo di un jet privato a Linate con una valigetta contenente 20mila banconote da 500 euro. Al controllo doganale ha spiegato che il denaro proveniva da una banca nel suo Paese e serviva per un affare immobiliare. Gli inquirenti hanno ricostruito il seguito: lasciato Linate, l’ungherese ha raggiunto un autogrill vicino a Ivrea dove ha scambiato la valigetta con un italiano, 57 anni all’epoca.

La Procura ha indagato ipotizzando una “operazione di riciclaggio internazionale” su quei 10 milioni che sono stati versati in un istituto di credito ungherese da un vietnamita prima di essere trasferiti a Milano. Si era sostenuto che fosse stato concordato uno scambio in contanti tra euro e dollari con le due valigette.

Nella ricostruzione difensiva, però, l’ungherese avrebbe riportato a casa solo carta straccia invece che dollari. Oggi lui, il russo, il vietnamita e i due italiani imputati sono stati assolti “perché il fatto non sussiste” dal riciclaggio e l’ungherese anche dall’intestazione fittizia. Prescritta l’accusa per le false dichiarazioni alla dogana.

di: Micaela FERRARO

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