Prosegue il processo sulle proprietà di Patrizia Reggiani e di sua madre Silvana Barbieria. Circonvenzione di incapace, peculato, furto, corruzione e induzione indebita i reati contestati
Degli 8 indagati nell’ambito del processo sulla gestione del patrimonio lasciato in eredità da Silvana Barbieria alla figlia, vedova di Gucci, 6 andranno a processo mentre due hanno chiesto il patteggiamento. Gli imputati sono accusati di aver approfittato dell’infermità di Patrizia Reggiani oltre che di sua madre.
La vedova di Maurizio Gucci era stata condannata nel 1998 come mandante dell’omicidio del marito. L’inchiesta dei pm milanesi riguarda invece il suo patrimonio.
Secondo l’accusa, nel 2018 l’avvocato Maurizio Enrico Carlo Giani avrebbe approfittato delle “fragilità fisiche e psichiche” di Barbieri, madre di Reggiani, facendosi nominare esecutore di un testamento che gli lasciava in eredità quattro milioni. Oltre a questo il testamento prevedeva che Giani costituisse una Fondazione nella quale far confluire le quote della Fernando e Silvana Reggiani srl, dirottando altri cespiti improduttivi e debiti in altre due srl.
Insieme a Giani è indagata anche Loredana Canò, ex compagna di cella di Reggiani che l’avrebbe convinta a muore azioni legali “contro” le figlie Allegra e Alessandra per il patrimonio lasciato da Gucci. Canò avrebbe introdotto la vedova all’avvocato Daniele Pizzi, poi nominato suo amministratore di sostegno in modo da autorizzare operazioni nell’interesse “proprio e dei solidali“, come accusano i pm.
Proprio Pizzi, che ha respinto le accuse, è uno dei due indagati ad aver chiesto il patteggiamento insieme a Maria Angela Stimoli, matrigna del consulente finanziario Marco Chiesa nominato da Canò e Pizzi per la gestione delle società. Il gruppo aveva persino nominato Stimoli, insieme a Canò e Marco Riva, testimone di nozze di Pizzi, come beneficiari di una polizza vita da 6,6 milioni.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/STEFANO PORTA