Lo straripamento del lago glaciale dell’Himalaya ha provocato il crollo di strade e ponti. Si cercano oltre 104 persone
Il nord-est dell’India, nello Stato del Sikkim, è in ginocchio dopo le pesanti inondazioni dei giorni scorsi. Nella zona settentrionale del Paese, un improvviso nubifragio si è abbattuto sul lago glaciale dell’Himalaya Lhonak, provocando l’esondazione del fiume Teesta nella valle di Lachem.
In un primo momento si segnalavano 23 militari dispersi e almeno una 40ina di veicoli sommersi nel fango. Il 5 ottobre poi il Governo locale ha ufficializzato la morte di almeno 14 persone, con altre 102 persone disperse, compresi alcuni soldati. Il bilancio delle vittime, come prevedibile, è aumentato a 40 morti come confermato dalle autorità locali.
L’Autorità per la gestione dei disastri del Sikkim ha dichiarato di aver portato in salvo oltre duemila persone, mentre 22mila persone sono state ricollocate in 26 campi di soccorso.
Stando al portavoce dell’esercito Anjan Basumatary, sarebbe crollata anche l’autostrada principale che collega lo Stato del Sikkim a quello del Bengala occidentale. Lungo le rive del fiume almeno 8 ponti principali sono stati travolti e spazzati via.
Ad aggravare ulteriormente gli allagamenti è stato anche il crollo di una diga.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/INDIAN ARMY