In Senato si discute un’iniziativa sull’educazione affettiva

Istat ha presentato la sua Indagine sugli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza, con dati provvisori relativi al periodo maggio-luglio 2023. Alcune fotografie emerse nel report ci raccontano di stereotipi ancora radicati e violenza in alcuni contesti ancora normalizzata.

Fra i dati destinati a far discutere di più, c’è il 39,3% degli uomini che pensa che una donna possa sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole. Quasi il 20% degli uomini ritiene invece che la violenza venga provocata dal modo di vestire delle donne.

Un italiano su due (48,7%) ha ancora almeno uno stereotipo sulla violenza sessuale.

Anche se piccola, c’è anche una percentuale che ritiene che in alcune circostanze o sempre sia accettabile che “un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha civettato/flirtato con un altro uomo” (2,3% delle risposte). In generale, il 4,3% del campione ritiene accettabile che sempre o in alcune circostanze “in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto“.

Ancora, il 10,2% del campione ritiene accettabile che un uomo “controlli abitualmente il cellulare o l’attività sui social network della propria moglie/compagna“. Lo pensano soprattutto i giovani, con il 16,1% dei sì nella fascia 18-29.

1522, dopo Cecchettin chiamate raddoppiate al numero

Un altro dato ci dà ancora la misura di quanto la violenza di genere sia diffusa nel nostro Paese. Dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, in due giorni le richieste di aiuto al numero antiviolenza e stalking 1522 sono raddoppiate.

Da 200 telefonate circa al giorno si è passato a 400, e si arriva fino a 500 contatti se si considerano anche quelli via chat. Il tutto subito dopo l’annuncio del ritrovamento del cadavere.

A chiamare sono donne, ma anche adolescenti o mamme preoccupate per le proprie figlie. «Da sempre riceviamo telefonate da parte di genitori e parenti ma questa morte ha fatto risuonare ancora di più quella paura che avevano – lo spiega la responsabile del servizio Arianna Gentili. – La percezione che tua figlia sta subendo qualcosa di grave, di fronte a un fatto così drammatico, porta fuori quella paura».

E ancora, racconta Gentile: «l’altro pomeriggio ho risposto in un’ora a dieci telefonate in fila tutte da parte di madri che mi raccontavano che le figlie avevano da poco lasciato il compagno e che questo aveva cominciato a chiamarla, se lo ritrovavano fuori da scuola, sotto casa. La paura più grande dei genitori è l’impotenza. Avere la sensazione che tua figlia è in pericolo e avere la frustrazione di non sapere come intervenire».

Violenza sulle donne, la politica prepara una risposta

Sul tema della prevenzione della violenza di genere seppelliscono l’ascia Schlein e Meloni. La segretaria del Pd avrebbe chiamato la premier per discutere di una possibile poposta condivisa.

Proprio oggi in Senato i ministri Sangiuliano, Roccella e Valditara presentano un’iniziativa sull’educazione affettiva, “soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, con iniziative anche in settori di pertinenza del ministero della cultura come il mondo audiovisivo, per lavorare sui giovani, sui ragazzi che sono nelle scuole, per educarli al rispetto delle donne, al diniego di ogni forma di violenza“.

«Su queste cose è gravissimo, è un peccato dividerci. Apprezzo l’intrevento dell’onorevole Schlein e invito tutti – parlamentari, giornalisti e società civile – a discutere per migliorare questo progetto e non a sprecare tempo in polemiche inesistenti», ha aggiunto Valditara.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO