La presidente della Commissione accoglie i segnali positivi da Washington, non senza strigliare gli alleati sull’IRA
Bastone e carota dalla presidente della Commissione Von der Leyen che oggi, intervenuta a Bruges, commenta gli ultimi provvedimenti della presidenza Biden in termini di lotta al cambiamento climatico.
Da un lato, il plauso per le mosse di Washingon, dall’adesione all’accordo di Parigi da cui si era defilato Trump, una delle prime decisioni dell’amministrazione Biden, fino all’Inflation Reducion Act e al Bipartisan Infrastructure Law.
«L’IRA – come viene chiamato – è un piano di investimenti di circa 369 miliardi di dollari per costruire un nuovo ecosistema industriale in settori strategici dell’energia pulita: c’è una sorprendente simmetria tra l’Inflation Reduction Act e il Green Deal europeo» rivendica von der Leyen che annuncia: «l’Europa non è più sola nella lotta contro il cambiamento climatico».
«Le due economie più grandi e avanzate del mondo si stanno muovendo nella stessa direzione – prosegue la presidente. – Gli Stati Uniti puntano sugli investimenti e sugli standard normativi, mentre l’UE si basa su una combinazione di investimenti e standard normativi e sulla tariffazione del carbonio. Due potenze di dimensioni continentali stanno modernizzando le loro economie investendo quasi mille miliardi di euro e affrontando insieme la più grande sfida dei nostri tempi. È un fatto davvero importante. Non è solo un segnale positivo per il pianeta, ma anche per gli investitori globali».
Dall’altro lato von der Leyen accusa il provvedimento statunitense che porterebbe con sé il rischio di una “concorrenza sleale“, arrivando a “chiudere i mercati e frammentare le stesse catene di valore critiche già messe alla prova dal Covid“.
«Dobbiamo esaminare da vicino questi aspetti e, allo stesso tempo, imparare cosa possiamo fare meglio» dichiara ancora von der Leyen. L’Ira dovrebbe dunque “farci riflettere su come migliorare i nostri quadri normativi sugli aiuti di Stato e adattarli a un nuovo ambiente globale“.
Già in passato Bruxelles aveva accusato il provvedimento definendo “discriminatorie” le misure adottate dagli States nei confronti delle case automobilistiche europee. Il nodo è stato recentemente oggetto di discussione anche nel corso della visita di Stato del presidente francese Macron all’omologo Biden.
Se da un lato critica il provvedimento, dall’altro Von der Leyen rifiuta però il rischio di una “guerra commerciale” con gli Usa: «l’Europa farà sempre ciò che è giusto per l’Europa. Quindi sì, l’Ue risponderà in modo adeguato e ben calibrato alla legge sull’inflazione americana» spiega, aggiungendo però che una “costosa guerra commerciale con gli Stati Uniti nel bel mezzo di una guerra vera e propria” non è “nel nostro interesse“.
di: Marianna MANCINI