Aumentano anche gli altri due gas serra
Non si placa la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Nel 2022 è aumentata ancora arrivando a 417,9 parti per milione (ppm), crescendo di 2,2 ppm rispetto al valore del 2021 di 415,7 ppm (+0,53%).
A renderlo noto l’Organizzazione meteorologica mondiale in vista della Cop28 di Dubai. Nel 2022 sono aumentate inoltre le concentrazioni degli altri due gas serra con il metano che aumenta dello 0,84% passando da 1907 parti per miliardo (ppb) a 1923 e l’aumento dello 0,42% del diossido di azoto che da 334,4 parti per miliardo tocca le 335,8.
Per quanto riguarda l’Italia, invece, nel secondo trimestre del 2023 le emissioni di gas serra sono state ridotte di più del 5%, mantenendo invariato il Pil rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel report di Eurostat si legge inoltre che il calo delle emissioni dell’Unione europea è stato, in media, del 5,3%.
10 Paesi membri hanno registrato una contrazione del Pil oltre alla diminuzione di emissioni (Estonia, Ungheria, Lussemburgo, Svezia, Austria, Cechia, Polonia, Finlandia, Germania e Paesi Bassi), mentre altri 10 sono riusciti a diminuire le emissioni ma aumentare il Pil (Danimarca, Francia, Belgio, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria, Portogallo, Spagna, Romania e Grecia). L’Italia ha invece mantenuto il Pil invariato diminuendo le emissioni. Dal report emerge che a pesare maggiormente sulle emissioni di gas serra sono il settore manifatturiero (23,5%), i consumi domestici (17,9%), la fornitura di elettricità e gas (15,5%), l’agricoltura (14,3%), e trasporto e stoccaggio (12,8%). In generale il calo maggiore si registra nella fornitura di energia che si contrae del 22% mentre sono cresciute del 17% le emissioni nel settore dei trasporti.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/RAJAT GUPTA