Malnutrizione, malattie e miniere: queste le tre minacce che mettono a rischio la popolazione degli Yanomami, abitanti della foresta amazzonica
Gli Yanomami, popolazione indigena della foresta amazzonica brasiliana, sono sempre più a rischio. A decimarli, ora, non sono più solo malnutrizione e malattie ma si aggiungono le miniere.
Le attività minerarie, infatti, distruggono l’habitat degli animali che gli Yanomami cacciano, occupano i terreni fertili che coltivano, oltre ad avvelenare fiumi e fonti d’acqua e creare pozze d’acqua stagnante dove si riproducono le zanzare che trasmettono malattie.
Durante l’amministrazione dell’ex presidente Jair Bolsonaro, il Consiglio del distretto sanitario indigeno avrebbe inviato circa 50 lettere con richieste d’aiuto. Tutte, secondo il presidente del Consiglio Junior Hekurari Yanomami, ignorate dalle autorità. Ora il governo federale di Lula ha lanciato un’emergenza sanitaria: una mossa che si inserisce nelle promesse del presidente socialista nei confronti degli abitanti della foresta amazzonica.
Gli Yanomami (nome corretto yanomamö) sono un gruppo etnico che abita la zona di foresta compresa tra i bacini dei fiumi Orinoco e Rio delle Amazzoni. Hanno vissuto in generale tranquillità, fatta eccezione per i conflitti tra tribù, fino al 1970 quando è iniziata l’invasione delle loro terre fino all’avvento della cosiddetta “corsa all’oro”.
A oggi si stima che la loro popolazione sia composta da circa 27.000-32.000 individui. Vivono in villaggi composti da persone dello stesso ceppo familiare e tendono a spostarsi molto per non sovrappopolare una zona.
La stessa Amazzonia, come i suoi abitanti, è minacciata: il più grande polmone verde del mondo, infatti, subisce gli effetti della siccità, conseguenza del cambiamento climatico, e della deforestazione derivante da un’intensa attività nella zona per reperire materie prime.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/RICARDO STUCKERT/PR