Pelosi: “plaudo al ruolo svolto dall’Italia per la pace”. La Nato avverte: “guerra potrebbe durare fino a 2023”
Continua la guerra in Ucraina e il clima internazionale si fa più caldo, complice il summit della Nato e le risposte al vetriolo del presidente russo Putin.
Oggi il presidente della Federazione, citato dalla Tass, ha affermato che “la Russia è aperta al dialogo sulla stabilità strategica mondiale, il disarmo e il commercio” e che Mosca “cercherà di rendere il mondo più democratico“.
«I Paesi che difendendo la propria esclusività violano i diritti al loro interno e i tentativi di sostituire la legge con i diktat – ha aggiunto, affermando ancora di essere “in disaccordo con l’opinione secondo cui le leggi internazionali esistenti andrebbero cancellate“. – L’ordine mondiale multipolare si sta evolvendo in senso globale e il processo non può essere invertito».
Dal porto ucraino occupato di Berdyansk, stando a quanto riferisce il capo dell’amministrazione della regione di Zaporozhia, Yevhen Balitsky, sarebbe partita una nave con 7 mila tonnellate di grano, la prima “dopo mesi” diretta verso “Paesi amici”.
Stamattina l’Agenzia internazionale per l’energia atomica Aiea ha dichiarato di aver “di nuovo perso” la connessione remoto con i suoi sistemi di sorveglianza dei dispositivi di sicurezza installati nella centrale di Zaporizhzhia.
La Russia starebbe proseguendo la sua offensiva nella regione del Lugansk. Il governatore, Serhiy Gaidai, citato dal Guardian, ha riportato di incessanti bombardamenti sulla città di Lysychansk, dove ci sono ancora circa 15 mila residenti: «i combattimenti proseguono senza sosta. I russi sono costantemente all’offensiva. Non c’è tregua. Viene bombardato assolutamente tutto».
L’ambasciatore dell’autoproclamata repubblica di Lugansk (Lpr) in Russia, Rodion Miroshnik, ha riferito che l’intera area della raffineria petrolifera di Lysychansk è ora nelle mani delle forze russe e filorusse. «L’area della più grande raffineria di petrolio dell’Ucraina, la raffineria di Lysychansk, è sotto controllo delle forze alleate. Le sparatorie sono continuate nella zona industriale della raffineria per diversi giorni e adesso le unità ucraine sono state allontanate dalla zona dell’impianto. I militanti sono fuggiti, abbandonando rifugi e armi» – si legge su Telegram.
Al contrario, invece, le forze armate russe vorrebbero ritirarsi dall’Isola dei Serpenti “per non ostacolare gli sforzi dell’Onu per liberare le esportazioni alimentari ucraine” e dare “un segno di buona volontà“.
Intanto il presidente dell’Indonesia Joko Widodo si è offerto con il leader ucraino Zelensky di fare da mediatore a Giacarta per l’avvio di negoziati di pace. Widodo era in visita a Kiev nella giornata di ieri, mercoledì 29 giugno e dopo l’incontro con Zelensky è tornato il Polonia. Oggi incontrerà a Mosca Vladimir Putin.
Dal suo canto il leader russo ha dichiarato che Mosca è pronta a rispondere “se la Nato dispiegherà truppe e infrastrutture in Finlandia e Svezia dopo che si saranno unite all’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti”. «Svezia e Finlandia vogliono unirsi alla Nato? Che lo facciano. Però devono capire che prima non c’era alcuna minaccia, mentre ora se i contingenti militari e le infrastrutture saranno dispiegati dovremo rispondere in modo simile e creare eguali minacce per i territori da cui vengono minacce nei nostri confronti».
Gli 007 russi hanno lanciato l’allarme: con il prolungarsi della guerra Putin potrebbe usare armi nucleari.
Il Parlamento russo ha approvato una legge per facilitare la chiusura dei media stranieri in Russia che dà al procuratore generale russo e ai suoi vice il diritto, “in caso di azione ostili di uno Stato straniero contro un media russo all’estero, di prendere rapidamente la decisione di bandire o restringere le attività dei media di questo Paese in Russia“.
Papa Francesco, intanto, lancia il suo ennesimo messaggio di pace. «C’è anche da convertirsi per capire che conquiste armate, espansioni e imperialismi non hanno nulla a che vedere con il Regno che Gesù ha annunciato, con il Signore della Pasqua che nel Getsemani chiese ai discepoli di rinunciare alla violenza, di rimettere la spada al suo posto» – ha detto il Pontefice durante l’udienza con la Delegazione del Patriarcato Ecumenico in occasione della solennità dei SS. Pietro e Paolo.
La speaker del Congresso americano, Nancy Pelosi, in visita in Italia, si è congratulata con il Belpaese per il “forte ruolo guida” assunto nei negoziati per la pace, improntato a un impegno “a tutto campo a favore della pace e della diplomazia”. «Non si può negare l’importanza dei negoziati in questa crisi internazionale, e plaudo al ruolo che Roma ha svolto all’interno della Nato e dell’Unione Europea» – ha detto.
di: Micaela FERRARO
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