blackout ucraina

Il presidente ucraino ha avuto una “fruttuosa” conversazione con l’omologo statunitense Biden, mentre Borrell ammette difficoltà per il nono pacchetto di sanzioni

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il presidente americano Joe Biden che ha definito “fruttuosa”: “ho espresso gratitudine per l’altro pacchetto di sicurezza approvato. Abbiamo discusso di ulteriore cooperazione in materia di difesa, protezione e manutenzione del nostro settore energetico. Posizioni coordinate alla vigilia del vertice online del #G7. La leadership americana rimane salda!” ha scritto Zel su Twitter.

Tramite una nota, la Casa Bianca ha spiegato che durante il colloquio Biden ha “sottolineato il continuo sostegno degli Stati Uniti alla difesa dell’Ucraina mentre la Russia continua i suoi assalti alle infrastrutture critiche dell’Ucraina” e “ha confermato come gli Stati Uniti stiano dando la priorità agli sforzi per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina attraverso la nostra assistenza alla sicurezza, compreso l’annuncio, del 9 dicembre, di 275 milioni di dollari in munizioni e attrezzature aggiuntive che includevano sistemi per contrastare l’uso russo di veicoli aerei senza pilota”.

Biden avrebbe anche accolto “con favore” la dichiarata apertura di Zelensky a una “pace giusta basata sui principi fondamentali sanciti dalla Carta delle Nazioni unite”.

Zelensky ha ringraziato Biden per l’aiuto fornito dagli Usa a Kiev non solo in ambito militare ma anche energetico. Intanto l’ex presidente russo, Dmitri Medvedev, ha dichiarato: «il nostro nemico ha scavato in Europa, Nord America, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e una serie di altri luoghi. Pertanto, stiamo aumentando la produzione delle armi più potenti. Comprese quelle basate su nuovi principi».

Al conduttore americano David Letterman il presidente ucraino ha dichiarato che se Putin morisse “non ci sarebbe nessuna guerra“. Secondo Zelensky infatti “il regime autoritario è terribile. C’è un alto rischio che tutto venga deciso da una persona sola. Quindi quando la persona se ne va, tutte le istituzioni si fermano. Qualcosa di simile è avvenuto in Unione Sovietica. Tutto si è fermato. Penso che se lui non ci fosse più sarebbe difficile per loro. Dovrebbero concentrarsi sulla politica interna, non su quella estera“.

Il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha espresso la preoccupazione sul conflitto ucraino, che potrebbe trasformarsi in una guerra più ampia. «È una guerra terribile in Ucraina è anche una guerra che può diventare una guerra a tutti gli effetti, che si diffonde in una grande guerra tra la Nato e la Russia». Stoltenberg ha inoltre spiegato che è necessario evitare che il conflitto “coinvolga più Paesi e diventi una guerra vera e propria in Europa”.

A preoccupare in questi giorni sono soprattutto le continue interruzioni di energia elettrica dovute ai danni inflitti alle strutture del Paese. Anche il ministro degli Esteri Kuleba oggi dichiara, intervistato dal canale tedesco Ard, che l’ipotesi di un’interruzione totale dell’energia elettrica “è abbastanza realistica“, anche se “la situazione instabile non spingerà gli ucraini a lasciare il Paese“. In caso di nuovi attacchi, “le persone si sposteranno nelle zone rurali, dove c’è l’opportunità di bruciare legna da ardere“.

Borrell: “avanti col nono pacchetto di sanzioni ma non sarà facile”

L’Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, in occasione del Consiglio Affari Esteri ha dichiarato: «sulla Russia non siamo ancora arrivati ad un accordo sul nono pacchetto sanzioni. Bisogna capire che quando annunciamo le sanzioni sono solo proposte ma è il consiglio che decide e ci sono punti di vista diversi. Spero che si arrivi all’accordo, forse martedì, ma non sarà facile».

Pacco con un topo e un ragno morto recapitato all’ambasciata francese a Mosca

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti all’ambasciata francese a Mosca è stato recapitato un pacco contenente un topo e un ragno morto. Il pacco sarebbe stato spedito dalla Crimea.

La stessa ambasciata avrebbe ricevuto, a giugno scorso, un pacco contenente ossa e una lettera, sempre dalla Crimea.

Cardinale Parolin: Vaticano terreno adatto per incontrarsi e avviare dialogo

Il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin ha dichiarato: «siamo disponibili, credo che il Vaticano sia il terreno adatto. Abbiamo cercato di offrire possibilità di incontro con tutti e di mantenere un equilibrio. Offriamo uno spazio in cui le parti possano incontrarsi e avviare un dialogo. Sta a loro individuare la metodologia di lavoro e i contenuti».

Al Cremlino niente discorso di fine anno

Dopo le ultime settima di tensione tra Mosca e il mondo per il reclutamento di nuove leve e ulteriori minacce, che hanno comportato nuove sanzioni, il presidente russo Vladimir Putin ha deciso che non farà la tradizionale conferenza stampa di fine anno, annunciandolo in un comunicato telefonico. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha infatti comunicato che Putin dialogherà con i reporter in altre occasioni, dedicate alla stampa internazionale.

Si tratta di un evento eccezionale se si guarda allo storico dei rapporti tra Putin e i media, segno di un mutato atteggiamento nei confronti della stampa internazionale. Dal 2001 infatti il presidente non ha mai saltato la conferenza di fine anno, salvo nel periodo tra 2008 e 2012, quando ha ricoperto la carica di primo ministro.

di: Micaela FERRARO

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE, Marianna MANCINI e Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/US DEFENSE OF UKRAINE