Proseguono i bombardamenti nell’area di Zaporizhzhia, per il presidente ucraino “deportati più di 1,6 milioni in Russia”
Il Consiglio europeo riunito a Strasburgo ha appena adottato l’ottavo pacchetto di sanzioni avanzato ieri dalla Commissione contro la Russia. Si tratta di un ulteriore provvedimento connesso “all’annessione illegale delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson“.
«Il pacchetto concordato comprende una serie di misure volte a rafforzare la pressione sul governo e sull’economia russa, a indebolire le capacità militari della Russia e introduce le basi per l’introduzione di un tetto massimo di prezzo per il trasporto marittimo di petrolio russo destinato a Paesi terzi e di ulteriori restrizioni sul trasporto marittimo di petrolio greggio e prodotti petroliferi verso Paesi terzi» come spiega il Consiglio in una nota.
Sempre dal fronte europeo, il Parlamento europeo ha approvato con 504 voti a favore, 26 contrari e 36 astensioni una relazione sull’escalation russa in Ucraina in cui si chiede all’Ue di preparare una risposta in caso di attacco nucleare russo. Nel documento vengono viene citata anche la richiesta di un forte aumento dell’assistenza militare all’Ucraina, la condanna dei referendum farsa e delle minacce nucleari di Putin e l’istituzione di un tribunale internazionale ad hoc per i crimini contro l’Ucraina.
Sanzioni che non ricevono l’approvazione di Viktor Orban che esprime tutti i suoi dubbi dal vertice della Cpe in corso a Praga, a colloquio con l’ex presidente della Repubblica Ceca, l’euroscettico Václav Klaus.
«La politica fallita sulle sanzioni di Bruxelles deve essere ripensata, perché le sanzioni non sono state all’altezza delle aspettative – spiega Orban. – La guerra non è finita, i prezzi in Europa sono alle stelle, ma la Russia sta realizzando un buon profitto».
Cremlino nega la fuga di cittadini russi
Mentre i media occidentali riportano ancora del flusso di cittadini russi in uscita dal Paese per sfuggire alla mobilitazione militare, il Cremlino smentisce. Il portavoce Dmitry Peskov ha negato il dato dei 700mila russi fuggiti, dichiarando di non avere cifre esatte da fornire sul numero di persone che avrebbero lasciato il Paese dopo il 21 settembre, giorno dell’annuncio della mobilitazione.
Zelensky: “Russia ha già perso”
«Non importa quali armi possa usare o trovare»: per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky la Russia di Putin ha già perso.
«Sempre più cittadini russi si rendono conto che devono morire solo perché una persona non vuole fermare la guerra – prosegue Zelensky. – Anche se gli occupanti dovessero trovare ancora qualche altra arma da qualche parte nel mondo, come i droni Shahed-136 iraniani, non avete speranze».
Il presidente annuncia anche la deportazione da parte della Russia di più di 1,6 milioni di cittadini ucraini, ma lancia ugualmente un messaggio di speranza: «non abbiamo dubbi che vinceremo questa guerra e saremo in grado di proteggere l’indipendenza dell’Ucraina – afferma. – Le vittorie quotidiane al fronte e dozzine di città e villaggi liberati lo dimostrano».
Mosca all’Ue: “addestramento militare degli ucraini sarebbe parte del conflitto”
Il ministero degli Esteri russo, citato dalla Tass, ha commentato la missione di addestramento militare per l’Ucraina da parte dell’Ue affermando che la creazione di tale missione attribuirebbe di fatto all’Ue un ruolo come parte in causa nel conflitto. «Al prossimo Consiglio Affari Esteri del 17 ottobre, spero che potremo lanciare formalmente la nostra missione di addestramento per le forze armate ucraine», aveva infatti scritto sul suo blog l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.
Bollettino sul campo
Intanto non si arrestano gli attacchi su Zaporizhzhia, anche dopo che Putin ha rivendicato il pieno controllo sul territorio. Questa mattina all’alba Mosca ha sferrato un attacco missilistico sulla regione uccidendo due persone.
Il governatore della città Oleksandr Starukh ha riferito di altre tre forti esplosioni mentre colonne si fumo si alzano dal centro della città. Starukh ha esortato i residenti a rimanere nei rifugi, postando su Telegram per annunciare “un altro attacco missilistico nemico“.
Sul territorio settentrionale di Kherson, i filorussi annunciano l’interruzione dell’avanzata delle truppe di Kiev, accusate anche di ospitare “molti mercenari”. «Tutto è sotto controllo» dichiara il vicecapo dell’amministrazione regionale Kirill Stremousov.
Dopo la liberazione di Kharkiv, l’orrore. Il Dipartimento investigativo della polizia nazionale nella regione Sergey Bolvinov ha fatto sapere di aver già recuperato i corpi di 534 civili ucraini “uccisi dai russi”, fra cui “226 donne, 260 uomini, 19 bambini e di altre 29 persone di cui è impossibile determinare il sesso”. Il bilancio tiene conto anche dei 447 corpi recuperati nella fossa comune di Izyum.
Proprio nella regione di Kharkiv, nel villaggio di Staryi Saltiv, liberato a maggio dopo due mesi trascorsi sotto il controllo russo e soggetto a pesanti bombardamenti fino a settembre, gli aiuti umanitari arrivano a bordo di una barca a remi. L’unico ponte di collegamento fra le due sponde del fiume Siverskyi Donets, infatti, è stato distrutto a marzo.
De Luca lancia la manifestazione per la pace
Appuntamento sabato 29 ottobre a Napoli per una “grande manifestazione per la pace“. Il governatore campano Vincenzo De Luca ha annunciato una marcia per chiedere un cessate il fuoco in Ucraina della durata di un mese, “per consentire a istituzioni di governo e statali o singole personalità di mettere in campo una concreta iniziativa di pace“.
«Invitiamo tutti a comunicare le loro adesioni alla manifestazione che vuole risvegliare le coscienze, far crescere la consapevolezza dei problemi drammatici che abbiamo di fronte, e cominciare a introdurre nel linguaggio della politica la parola “pace”, che sembra ormai cancellata» è l’appello di De Luca.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFADI