Le reazioni alla decisione del Cremlino di sospendere l’accordo sull’export del grano
Immediata la reazione internazionale alla decisione di Mosca di sospendere l’accordo sull’export del grano.
«La Russia sta nuovamente cercando di usare la guerra da lei iniziata come pretesto per usare il cibo come arma, colpendo direttamente le nazioni bisognose e i prezzi alimentari globali, e aggravando le già gravi crisi umanitarie e l’insicurezza alimentare – ha dichiarato la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca Adrienne Watson – La Black Sea Grain Initiative ha già spostato oltre 9,3 milioni tonnellate di grano e ha fatto scendere i prezzi in tutto il mondo. È stato un enorme successo e deve continuare».
Tajani: “blocco grano grave azione contro l’umanità”
«Bloccare il corridoio del grano significa togliere cibo a milioni di persone in povertà. Anche questo significa macchiarsi di gravi azioni contro l’umanità. Mi auguro che la Russia riveda la sua posizione sulla partecipazione all’accordo per l’export di grano dal Mar Nero ucraino» ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Lollobrigida: “inaccettabile”
Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha definito “inaccettabile” la scelta della Russia sul blocco del grano.
«La scelta della Russia di bloccare il corridoio del grano, se confermata, sarebbe inaccettabile perché aggraverebbe una situazione di crisi economica e sociale, affamando milioni di persone che già vivono in una condizione di povertà, oltre a un naturale aumento dei prezzi causato dalla speculazione» ha affermato il ministro.
Zelensky: “serve forte risposta internazionale contro Mosca”
Proprio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva chiesto una risposta forte alla comunità internazionale.
«Una manciata di individui da qualche parte al Cremlino può decidere se ci sarà cibo sulle tavole delle persone in Egitto o in Bangladesh? – ha detto Zelensky nel videomessaggio serale – È ora necessaria una forte risposta internazionale sia a livello delle Nazioni Unite che ad altri livelli, compreso quello del G20. L’Ucraina è stata e può continuare ad essere uno dei garanti della sicurezza alimentare globale. Il terrore e il ricatto russi devono perdere».
di: Francesca LASI
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