Il cabotegravir potrà aiutare ad alleggerire il quadro sanitario del Paese africano in cui la mortalità infantile colpisce 81 nati su 1.000
Lo Zimbabwe è il primo Paese africano, e il terzo al mondo, ad approvare il farmaco per la prevenzione dell’HIV recentemente raccomandato dall’Oms.
Il farmaco, iniettabile e a lunga durata, si chiama cabotegravir e la sua distribuzione in quello che, secondo il report dell’Onu, è uno dei Paesi meno felici del mondo, sta per partire. Secondo l’Oms si tratta di un “passo cruciale” per il Paese e ha annunciato che sosterrà lo Zimbabwe “per progettare e sviluppare programmi in modo che CAB-LA possa essere implementato, in modo sicuro ed efficace, per ottenere il massimo impatto positivo sulla popolazione“.
«L’accelerazione della prevenzione dell’HIV per le ragazze e le giovani donne richiede un’espansione delle scelte disponibili. Sono entusiasta e orgogliosa di sapere che il mio Paese ha approvato l’uso di CAB-LA. Ciò contribuirà ad arricchire il nostro paniere di strumenti di prevenzione dell’HIV efficaci per noi ragazze e donne in Zimbabwe», ha commentato Nyasha Sithole della rete Development Agenda for Girls and Women in Africa (DAWA).
Lo Zimbabwe, repubblica semi presidenziale di stampo dittatoriale governata dal 2017 da Emmerson Dambudzo Mnangagwa, soffre di una situazione sanitaria drammatica in cui la mortalità infantile colpisce 81 nati su 1.000 e l’aspettativa di vita raggiunge soli 43 anni. Uno scenario peggiorato dal 2003 quando la mortalità infantile era al 61‰ e l’aspettativa di vita a 45 anni. Ad influenzare il quadro è stato proprio il diffondersi dell’AIDS che ha colpito un terzo della popolazione provocando oltre un milione di orfani.
Attualmente il 90% delle persone che vivono con l’HIV conosce il proprio stato, il 90% riceve un trattamento antiretrovirale e il 90% ha il virus soppresso. Un risultato importante che verrà ancora migliorato dalla recente novità.
di: Alessia MALCAUS
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