La donna l’ha colpita con un coltello poi l’ha strangolata con il cavo del telefono. Il padre: “ho perso tutto”
Dramma familiare finito nel sangue a Oristano, in Sardegna.
Una donna di 52 anni, Monica Vinci, ha ucciso con 20 coltellate la figlia 13enne Chiara, e poi ha tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra. Il volo di cinque metri le ha causato un trauma cranico e la frattura del bacino, ma non rischia la vita ed è ricoverata in Psichiatria a Sassari.
Per la ragazzina invece non c’è stato più niente da fare: dopo averla pugnalata, la madre l’ha strangolata con il cavetto del telefono.
L’allarme è stato lanciato sabato 18 febbraio da un passante che aveva trovato Vinci in strada, ferita gravemente.
Il padre della ragazzina, Piero Carta, agente della polizia locale, era separato da tempo dalla moglie che sembra soffrisse di depressione. In uno straziante post sui social ha scritto: “non potrai leggermi ma il mio cuore vuol comunicare con la tua anima. Sin quando sarò vivo continuerai a essere il mio primo pensiero, ogni giorno”.
Oggi, 20 dicembre, il legale del padre ha dichiarato all’Ansa: «eravamo consapevoli dello stato di disagio della donna e già nel 2015, dopo il suo ricovero per problemi psichici, avevamo presentato istanza perché venisse dichiarata incapace di intendere e di volere, ma l’istanza è stata rigettata perché la donna ha presentato un certificato medico che la dichiarava idonea all’affidamento della figlia.
Negli ultimi tempi la ragazza si era avvicinata di nuovo al padre ed era nostra intenzione ad aprile, quando sarebbero decorsi i termini per il divorzio, presentare una nuova istanza di affido. Ma c’è anche dell’altro: Chiara al compimento dei 14 anni, il prossimo 24 marzo, avrebbe potuto esprimere la sua preferenza davanti al giudice e decidere se stare con la madre o con il padre».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA