Ennesimo naufragio al largo della Tunisia. Il primo trimestre ha registrato 441 morti
Salgono a 24 le vittime del naufragio avvenuto al largo della Tunisia. Altri 14 sono i corpi di migranti recuperati provenienti dall’Africa sub-sahariana. Il fatto è avvenuto nel naufragio di due barconi al largo delle coste della Tunisia.
Almeno due di questi corpi sono di bambini. Lo ha annunciato il portavoce della Guardia nazionale tunisina precisando che tra loro ci sono almeno sei donne e lo scafista tunisino.
La Guardia costiera tunisina aveva annunciato ieri, mercoledì 12 aprile, di aver recuperato dieci corpi. Dalle due imbarcazioni sono state salvate 76 persone, di cui 72 cittadini di Paesi dell’Africa sub-sahariana e quattro tunisini.
La richiesta d’aiuto dell’Italia
Secondo le Nazioni Unite il trimestre gennaio-marzo 2023 è stato il più terribile e mortale per i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo dal 2017. Sono state registrate infatti 441 vite perse nel tentativo di raggiungere l’Europa.
Continuano infatti senza sosta gli sbarchi di migranti sulle coste italiane.
«La persistente crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale è intollerabile. Con più di 20.000 morti registrati su questa rotta dal 2014, temo che queste morti si siano normalizzate», ha detto Antonio Vitorino, capo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni delle Nazioni Unite.
«L’Italia ha chiesto assistenza finanziaria alla Commissione Europea a causa dell’aumento degli arrivi di migranti, in particolare per affrontare la situazione critica nell’hotspot di Lampedusa», ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo Ue, precisando che l’Italia riceve supporto dall’Ue “con un’ampia gamma di misure”, compreso “l’expertise sul campo”.
«L’Italia – ha aggiunto – è uno dei principali beneficiari del fondo per la migrazione e l’integrazione ed è anche tra i primi beneficiari nel Mediterraneo per il nuovo periodo di programmazione».
di: Alice GEMMA
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