Il 2 agosto 1980 un ordigno neofascista provocò la morte di 85 persone
È il 2 agosto e come ogni Bologna si ferma a ricordare le vittime dell’attentato del terrorismo nero. Nel 1980, in una stazione gremita di viaggiatori pronti a godere delle ferie estive, alle 10:25 – come ricorda l’orologio della stazione – un ordigno esplose e provocò la morte di 85 persone, mentre furono più di 200 i feriti.
Nonostante sia indubbia la matrice fascista dell’attacco e furono riconosciuti, e condannati, gli esecutori materiali Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, sono ancora tanti i passaggi nebulosi intorno ai fatti e alle indagini intorno a essi. Come i depistaggi compiuti dalla loggia massonica P2 e la vera natura dei mandanti.
Le parole di Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato: «le immagini della stazione di Bologna, la mattina del 2 agosto 1980, ci hanno restituito un’umanità devastata da una ferocia inimmaginabile, da un terrore che ambiva a pretendersi apocalittico. Il ricordo di quelle vittime è scolpito nella coscienza del nostro popolo. Una ferita insanabile nutre la memoria dell’assassinio commesso. Nel giorno dell’anniversario la Repubblica si stringe ai familiari e alla comunità cittadina con sentimenti di rinnovata solidarietà». Prosegue il Capo dello Stato: «siamo con loro, con le vite innocenti che la barbarie del terrorismo ha voluto spezzare, con violenza cieca, per l’obiettivo eversivo e fallace di destabilizzare le istituzioni della democrazia. L’Italia ha saputo respingere gli eversori assassini, i loro complici, i cinici registi occulti che coltivavano il disegno di far crescere tensione e paura».
Mattarella ha poi aggiunto: «è servita la mobilitazione dell’opinione pubblica. È servito l’impegno delle istituzioni. La matrice neofascista della strage è stata accertata nei processi e sono venute alla luce coperture e ignobili depistaggi, cui hanno partecipato associazioni segrete e agenti infedeli di apparati dello Stato. La ricerca della verità completa è un dovere che non si estingue, a prescindere dal tempo trascorso. E’ in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche. La città di Bologna, sin dai primi minuti dopo l’attentato, ha mostrato i valori di civiltà che la animano. E con Bologna e l’Emilia-Romagna, l’intera Repubblica avverte la responsabilità di difendere sempre e rafforzare i principi costituzionali di libertà e democrazia che hanno fatto dell’Italia un grande Paese».
Le parole di Meloni
«Nel giorno dell’anniversario rivolgo ai famigliari il mio primo pensiero. A loro va vicinanza, affetto, ma anche il più sentito ringraziamento per la tenacia e la determinazione che hanno messo al servizio della ricerca della verità, anche attraverso le associazioni che li rappresentano, in costante contatto con la Presidenza del Consiglio». Queste le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha inoltre chiesto di “desecretare” tutti gli atti.
«Giungere alla verità sulle stragi che hanno segnato l’Italia nel Dopoguerra passa anche dal mettere a disposizione della ricerca storica il più ampio patrimonio documentale e informativo. Questo Governo, fin dal suo insediamento, ha accelerato e velocizzato il versamento degli atti declassificati all’Archivio centrale dello Stato e li ha resi più facilmente consultabili, completando quella desecretazione che era stata avviata dai Governi precedenti – aggiunge Meloni. – Il 2 agosto 1980 il terrorismo ha sferrato all’Italia e al suo popolo uno dei suoi colpi più feroci. Sono trascorsi 43 anni ma, nel cuore e nella coscienza della Nazione, risuona ancora con tutta la sua forza la violenza di quella terribile esplosione, che disintegrò la stazione di Bologna e uccise 85 persone e ne ferì oltre duecento».
La commemorazione in Aula
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha partecipato alla commemorazione alla Camera, dichiarando: «ricorre oggi il 43° anniversario del vile attentato terroristico che, la mattina del 2 agosto del 1980, ha colpito al cuore la città di Bologna e l’Italia intera e forse non solo l’Italia. Quel giorno, a quest’ora precisa, alle 10.25, un ordigno ad altissimo potenziale esplose nella sala d’attesa della stazione di Bologna causando 85 vittime e oltre 200 feriti. Quelle immagini drammatiche di devastazione, sangue, disperazione, sono ancora oggi scolpite nel profondo della nostra memoria. Immagini che non dobbiamo e non vogliamo dimenticare, perché la memoria è il collante della nostra identità e nulla è più vigliacco di un attentato fatto da chi nascondendo la mano colpisce innocenti, bambini e donne, persone che cercavano quel giorno un inizio di vacanza e quel giorno hanno trovato la morte. Preservare la memoria è dovere di tutti; tramandarla è l’imperativo morale che abbiamo nei confronti delle generazioni più giovani, affinché non venga mai meno l’amore per quei valori di libertà e democrazia che sono scolpiti nella nostra Costituzione».
Aggiunge il presidente del Senato: «un impegno di verità e conoscenza che dobbiamo a tutte le vittime del terrorismo e in relazione al quale ritengo fondamentale proseguire, anche in questa Legislatura, l’importante opera di desecretazione degli atti delle Commissioni parlamentari di inchiesta che hanno indagato su molte tragiche pagine del nostro passato, al fine di rimuovere ogni ombra, ogni dubbio, ogni interrogativo ancora aperto. Tuttavia, va doverosamente ricordata la definitiva verità giudiziaria che ha attribuito alla matrice neofascista la responsabilità di questa strage. Desidero, inoltre, rivolgere un pensiero alle Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi e del terrorismo, che ringrazio per l’instancabile opera di sensibilizzazione e di sostegno alle Istituzioni e alla magistratura. Ma in questa giornata di dolore, di memoria e di condivisione è altresì importante ricordare l’orgoglio, il coraggio e la determinazione con cui tutta la Nazione, non si è mai e ripeto mai, piegata al ricatto della paura e – unita – ha sconfitto il terrorismo, contrapponendo alla violenza delle bombe la forza della giustizia e della democrazia. Nel rinnovare ai familiari delle vittime della strage di Bologna – e di tutte le vittime del terrorismo – la mia sincera vicinanza e il mio commosso pensiero, invito l’Aula a osservare un minuto di silenzio».
Carlo Nordio, il ministro della Giustizia, ha dichiarato nei giorni scorsi: «la strage alla stazione di Bologna è una ferita aperta per tutto il Paese e solo una verità senza zone d’ombra può portare ad un’autentica giustizia. In sede giudiziaria è stata accertata la matrice neofascista della strage e ulteriori passi sono stati compiuti per ottemperare – come ebbe a ricordare il capo dello Stato – alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere».
A nome del Governo a Bologna è invece presente il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, mentre al corteo ha annunciato la sua partecipazione la leader dell’opposizione Elly Schlein e il sindaco della città, Matteo Lepore, ha invitato a partecipare anche il cittadino onorario di Bologna Patrick Zaki.
«Come ogni anno siamo qui a Bologna al fianco dei familiari delle vittime della strage e per ribadire che non accettiamo alcun tentativo di depistaggio ulteriore, alcun tentativo di riscrivere la storia. Le evidenze processuali già chiariscono che questa è stata una strage di matrice neofascista e anche con un intento eversivo – ha dichiarato Schlein. – Continuiamo a chiedere la piena verità e giustizia: c’è un diritto alla verità che non appartiene solo, anche se per primi, ai familiari delle vittime, ma appartiene alla nostra Repubblica, a tutta la cittadinanza e come ogni anno è bello vedere che c’è una forte partecipazione comunitaria, tutta la città di Bologna si stringe attorno ai familiari, ma anche la Regione e anche tante persone che vengono da tutto il resto di Italia per stare al fianco dei familiari e continuare a chiedere verità e giustizia. Siamo ancora qui e siamo ancora qui a manifestare tutto il nostro impegno in questa direzione».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/GIORGIO BENVENUTI