L’acqua invade la capitale del Congo, l’area più colpita è Ngaliema; molti morti in case abusive

L’ennesima strage climatica è in corso nella Repubblica Democratica del Congo, dove si registrano (ma il bilancio è ancora provvisorio) almeno 120 morti e decine di feriti a causa delle violente inondazioni e degli smottamenti da esse provocati, mentre le forti piogge che hanno colpito la capitale Kinshasa (una metropoli di circa 15 milioni di abitanti) continuano a imperversare.

Interi quartieri sono stati ricoperti dal fango, con case e strade danneggiate, compresa l’autostrada che collega Kinshasa al principale porto marittimo di Matadi, la National Road 1. Un residente ha raccontato che “sulla National Road 1 c’è una grande buca. Solo i pedoni possono passare. Non capiamo come l’acqua abbia potuto creare questi danni“.

Il primo ministro congolese Jean-Michel Sama Lukonde ha affermato che purtroppo i soccorritori stanno ancora cercando altri corpi. «Siamo venuti per valutare i danni, e il danno principale che vediamo è umano», ha detto Lukonde alla televisione di stato. il ministro della Sanità locale, Jean-Jacques Mbungani Mbanda, ha riferito all’agenzia Reuters che i morti potrebbero essere 141.

Nell’area di Ngaliema sono morte almeno 36 persone mentre si continua a contare i corpi, ha detto il sindaco della zona, Alid’or Tshibanda. Secondo i primi rilevamenti, gran parte delle vittime viveva in case abusive costruite su terreni non edificabili.

Non è la prima volta che l’acqua uccide a Kinshasa: nel 2019 erano morte 32 persone in seguito alle forti piogge.

di: Caterina MAGGI

aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

FOTO: PIXABAY