Comminati 26 anni di carcere al calciatore Amir Nasr Azadani, altre tre condanne a morte in Iran
La repressione iraniana si scaglia anche contro lo sport: il calciatore iraniano Amir Nasr Azadani è stato condannato a 26 anni di carcere. Lo riporta Iran International. Azadani vanta 17 presenze nel principale campionato iraniano di calcio dove ha vestito le maglie di Rah Ahan e Tractor.
L’uomo era stato arrestato lo scorso novembre per aver partecipato alle proteste nella città di Isfahan dove, secondo la magistratura di Teheran, erano rimasti uccisi tre membri delle forze dell’ordine. Non è il solo sportivo a subire le ritorsioni del regime degli ayatollah: nell’ambito dello stesso procedimento tre persone sono state condannate a morte tra cui Saleh Mirhashmi, un campione di karate. Le altre due vittime della repressione sono Majid Kazemi Sheikh Shabani e Saeed Yaqoubi Kurdsafli. Salgono così a 17 le persone uccise dal regime iraniano dopo quattro mesi di proteste nelle strade e nelle piazze di tutto il paese.
Nella giornata di ieri invece è stata emessa una condanna, di cui si è avuta però notizia solo oggi. È quella di Kambiz Kharot, un ventenne iraniano arrestato recentemente durante dimostrazioni a Zahedan nel sud est del Paese, condannato a morte per il “delitto” di muharebeh (inimicizia contro Dio) e “corruzione sulla terra”.
Raisi contro Hebdo
“Ricorrere ad insulti con il pretesto della libertà prova chiaramente l’assurdità della logica di coloro che offendono e la loro disperazione nel trovare soddisfazione dalla cospirazione del caos e dell’insicurezza in Iran”. Lo ha detto il presidente iraniano Ebrahim Raisi, secondo quanto riporta Irna, riferendosi all’ultimo numero del settimanale satirico francese Charlie Hebdo che contiene vignette sulla Guida suprema iraniana Ali Khamenei.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/JOSE SENA GOULAO