Anche Piantedosi interviene assicurando che lo Stato “non si lascerà mai intimidire e condizionare”
Gli attacchi al Consolato e all’ambasciata italiana di Barcellona e Berlino, il proiettile recapitato al direttore del Tirreno, la molotov contro il distretto di Polizia di Roma: il movimento anarchico sembra aver rinnovato la dichiarazione di guerra alle istituzioni italiane, ree di mantenere Alfredo Cospito nel regime di detenzione 41 bis. Il ministro degli Esteri Tajani esprime preoccupazione ma tiene il punto: «siamo certamente preoccupati – afferma a Mezz’ora in più – ma abbiamo reagito dall’inizio».
«I carabinieri stanno rafforzando la sicurezza in tutte le nostre ambasciate» ha ribadito Tajani, confermando quanto era già stato annunciato nei giorni scorsi a seguito di altre intimidazioni degli anarchici alle sedi diplomatiche estere.
Sceglie il pugno duro anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. «Lo Stato non si lascerà mai intimidire e condizionare da queste azioni del tutto inaccettabili, nella convinzione che nessuna rivendicazione o proposta possa essere presa in considerazione se viene portata avanti col ricorso a questi metodi, ancor più se rivolti contro le forze dell’ordine» ha dichiarato il ministro.
Ha aggiunto, inoltre: «esprimo la mia solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che con grande professionalità e spirito di sacrificio fronteggiano, anche in questi giorni ed in queste ore, le dimostrazioni di chi immagina di utilizzare la minaccia e la violenza come metodo di condizionamento delle istituzioni». Il Viminale fa sapere che Piantedosi “segue in costante contatto con il Capo della Polizia gli episodi di questi giorni e svolgerà, in settimana, una disamina degli stessi in un incontro con i vertici e gli esperti degli apparati di sicurezza“.
Dalle file del governo si alza la voce anche dell’esponente di Forza Italia, Licia Ronzulli. La presidente dei senatori di FI ai microfoni dei Tg4 ha espresso “solidarietà ai magistrati, al personale delle ambasciate e alle Forze dell’Ordine per le minacce e gli atti criminali di cui sono stati fatti bersaglio. Di fronte a queste violenze lo Stato non può tornare indietro nemmeno di un millimetro: qualsiasi arretramento sarebbe una dimostrazione di debolezza. Lo Stato non può essere condizionabile dai violenti“. Su Cospito Ronzulli ha dichiarato: «è al 41 bis non per un capriccio ma perché, nel regime di carcerazione ordinario, riusciva ancora a coordinare operazioni eversive. La soluzione per scongiurare problemi di salute a Cospito è che torni a mangiare, non che torni al regime precedente».
Interviene anche il legale dell’anarchico detenuto a Sassari. Flavio Rossi Albertini, difensore di Alfredo Cospito, ha dichiarato: «singolare la posizione governativa, l’esecutivo sembra fermo a marzo del 1978, qui non si discute se cedere alle pressioni ma se ricorrono le condizioni per sottoporre e mantenere Cospito al 41 bis. Non è una questione di muscoli ma di diritto, di interpretazione estensiva di una norma eccezionale. Il 41 bis dovrebbe essere applicato nei casi tassativi previsti dalla legge, è una norma di stretta interpretazione. Per Cospito è stato ampliato, dilatato il perimetro applicativo e dopo 102 giorni di sciopero della fame è ancora in attesa della decisione del Ministro».
di: Marianna MANCINI
aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI