Dopo gli striscioni, continua la campagna d’odio dei tifosi della Roma nei confronti del numero 22
La tensione è alta a Trigoria sulla vicenda Zaniolo, dopo l’ennesimo rifiuto dell’attaccante di lasciare l’As Roma alla volta del Bournemouth. Dopo uno striscione degli ultras che invitano il numero 22, classe ’99, ad andarsene, nella serata di domenica 29 gennaio un gruppo di tifosi si è riunito sotto casa del giocatore a Casal Polacco. Dopo gli insulti, Zaniolo ha cercato di scappare ed è stato inseguito, tanto da dover chiedere il supporto della polizia intervenuta con una pattuglia.
Dura anche la condanna della famiglia: «aver originato tutto quest’odio mi sembra un tantino eccessivo» scrive la madre sui social. «Non servono parole. Solo tanta pena per voi» è il commento della sorella Benedetta.
A spiegare la querelle fra Zaniolo e la Roma è il general manager Tiago Pinto: «Zaniolo ha chiesto alla società di andare via e noi, insieme al suo procuratore, abbiamo cercato in tutti i modi di trovare una soluzione – precisa il portoghese. – Ci siamo riusciti, ma ora Nicolò non è molto contento della soluzione che è arrivata e ovviamente noi siamo tutti un po’ in difficoltà. Abbiamo trovato questa soluzione (il Bournemouth, ndc) in seguito ad una richiesta del giocatore e, come sapete, con tutti i paletti che abbiamo con il Financial Fair Play non siamo propriamente una società che può cedere al no di Zaniolo e prendere altri giocatori».
«Ho ancora speranza – aggiunge Tiago Pinto – che durante queste 48 ore gli interessi superiori della Roma vengano messi prima di tutto».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI