EPA/ALESSANDRO GUERRA Russi Ucraini soldati prigionieri scambio

Ma non cala la tensione: allarme aereo in tutta l’Ucraina, Medvedev minaccia l’atomica

Finalmente, a casa. Sono i soldati protagonisti del nuovo scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, il secondo del 2023. Il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak ha reso noto che 116 prigionieri di guerra sono stati rilasciati dalla Russia. Tra loro alcuni militari che hanno combattuto a Mariupol, partigiani di Kherson, soldati di Bakhmut.

Sono stati anche restituiti i corpi senza vita dei volontari stranieri Andrew Bagshaw e Christopher Parry. Almeno 23 soldati tornati in Ucraina oggi sono feriti o malati, alcuni hanno perso gli arti per congelamento. Il più giovane ha da poco compiuto 20 anni, il più anziano ne ha 62. Nello stesso scambio, sono tornati a casa anche 63 prigionieri di guerra russi. La mediazione è degli Emirati Arabi Uniti.

Berlino ha prove contro la Russia

Il procuratore generale tedesco, Peter Frank, ha annunciato che Berlino ha raccolto prove di crimini di guerra in Ucraina.

Il procuratore lo ha riferito durante un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag. Secondo Frank sarebbe necessario un processo internazionale per questi crimini e al momento le indagini si stanno “concentrando sulle uccisioni di massa a Bucha o sugli attacchi contro le infrastrutture civili ucraine“.

Nuova stretta Ue contro il Cremlino

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen è tornata a parlare di nuove sanzioni contro le industrie russe. «Il price cap massimo sui prodotti petroliferi russi è stato concordato con i nostri partner del G7 – ha dichiarato Von der Leyen – e intaccherà ulteriormente le risorse di Putin per fare la guerraEntro il 24 febbraio, a esattamente un anno dall’invasione dell’Ucraina, puntiamo ad implementare il decimo pacchetto di sanzioni».

Inoltre la Commissione europea sta mobilitando 10 milioni di euro per assistere i bambini orfani di guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato Gert Jan Koopman, direttore generale delle politiche di vicinato dell’esecutivo dell’Unione: «come parte di questo pacchetto, utilizzeremo il nostro strumento di gemellaggio: i dipendenti pubblici degli Stati membri lavoreranno con le autorità ucraine per progettare una strategia di assistenza all’infanzia moderna».

Che notizie dal fronte?

Intanto in Ucraina la tensione rimane a livelli altissimi. In tutte le regioni del Paese è scattato l’allarme aereo per una minaccia di attacco missilistico di massa. Lo Stato maggiore dell’esercito ha fatto sapere che “le forze di occupazione russe continuano le operazioni offensive nelle direzioni Lyman, Bakhmut, Avdiiv e Novopavliv“, subendo “pesanti perdite”. Lo riporta Ukrinform.

Secondo quanto riporta la Tass Dmitry Medvedev ha assicurato che la risposta russa in caso di attacchi alla Crimea, o qualsiasi altra regione russa, sarà durissima. «Secondo la nostra dottrina nucleare, la Russia può usare armi nucleari se armi nucleari o di altro tipo di distruzione di massa vengono usate contro la Russia o i suoi alleati, se riceve informazioni verificate sull’avvio di missili balistici per attaccare la Russia o i suoi alleati, in caso di aggressione convenzionale se l’esistenza dello Stato è in pericolo» queste le parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo.

L’esercito russo starebbe attaccando in quattro direzioni in Donbass. A scriverlo è lo Stato maggiore dell’esercito ucraino nel suo report del mattino, citato dai media ucraini. “Il nemico lancia operazioni offensive nelle direzioni Lyman, Bakhmut, Avdiiv e Novopavliv, ma subisce pesanti perdite”, afferma la nota dell’esercito di Kiev.

Il sacrificio di Reed

Dall’Ucraina arriva anche la storia drammatica di Pete Reed, un medico 34enne statunitense che è morto mentre “stava evacuando i civili e curando i feriti quando la sua ambulanza è stata colpita dal fuoco russo a Bakhmut. È morto facendo ciò che gli dava la vita e ciò che amava, e salvando un membro del suo team con il proprio corpo“. Lo racconta la moglie di Reed, ieri la notizia della morte del medico era stata diffusa dall’organizzazione che aveva fondato, la Global Response Medicine.

Tango tra Pechino e Mosca

Continuano anche i tentativi del Cremlino di trovare alleati a livello geopolitico. In settimana il vice ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu ha visitato il Paese incontrando anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Pechino in una nota si è detta “disposta a lavorare con la Russia per attuare la loro partnership strategica e promuovere ulteriori progressi nelle loro relazioni”.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/ALESSANDRO GUERRA