Dure le parole dell’ingegnere Paolo Rugarli, consulente delle parti civili, nel corso dell’udienza del processo per il crollo dell’agosto 2018

Durante l’udienza del processo per il controllo del ponte Morandi l’ingegnere consulente delle parti civili, Paolo Rugarli, è chiaro: «già nel 1977 si era perso il controllo del ponte, si era persa la scommessa di Morandi sulla invulnerabilità del calcestruzzo. Da quel momento è partito il timer. A quel punto bisognava intervenire con tiranti suppletivi che avrebbero evitato il crollo. La chiusura del ponte senza tiranti suppletivi non avrebbe evitato il crollo ma avrebbe salvato le vite umane».

L’ingegnere ha poi continuato: «una campagna di carotaggi più estesa avrebbe potuto dare maggior informazioni, ma di fatto la situazione presentava un livello di incertezza non risolvibile il che implicava, a favore di sicurezza, azioni immediate. Non esisteva e non esiste nessun controllo o monitoraggio che possa escludere, esaminando indirettamente la struttura, la presenza di sezioni localizzate con alta corrosione. Come segnalato già nel 1986 dal crollo del ponte di Ynys-y-Gwas, la corrosione localizzata non dà segni premonitori o anomalie riscontrabili dall’esterno».

Secondo Rugarli anche le società esterne che hanno controllato lo stato del Ponte dal 2015 hanno delle responsabilità: «tutte le consulenze, Cesi, Edin e del professor Gentile, tendevano a dare un valore eccessivo alle attività di monitoraggio condotte, che invece potevano evidenziare solo un sottoinsieme del nutrito insieme di problemi che si sarebbero potuti presentare. Va però detto che nessuna di queste entità ricevette un chiaro incarico teso a stabilire se ci fossero problemi statici. Il controllo del progetto fatto dal Ministero fu tecnicamente inadeguato perché accettò supinamente la classificazione dell’intervento come “locale” proposta dal concessionario».

A processo si trovano 58 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e e Spea, funzionari del ministero e del Provveditorato per il crollo del ponte a Genova che causò la morte a 43 persone.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO