Sparire quasi del tutto

App di dating dal dubbio funzionamento, ex che si accasano e amanti che spariscono nel nulla come fantasmi: Dolly Alderton scrive il romanzo di una generazione e svela la verità dietro gli schermi degli smartphone

Sapevo che mi sarebbe passata. Avere il cuore spezzato a trent’anni è più facile, sai che per quanto faccia male prima o poi ti passa. Non penso che qualcuno abbia più il potere di rovinarmi la vita”.

Dolly Alderton ha la straordinaria capacità di parlare al contempo di una generazione e a una generazione: è stato questo l’ingrediente segreto alla base del successo del suo primo lavoro, Tutto quello che so sull’amore, ed è sempre questo che rende speciale il suo primo romanzo, Sparire quasi del tutto. Un libro che parla di ghosting, di perdita, del senso di lutto che deriva dalla sensazione di aver smarrito la strada e di aver perso la presa sulle dita che prima viaggiavano intrecciate alle nostre. Come se all’improvviso guardando in fondo al braccio ci stupissimo di trovare solo la nostra mano e contemporaneamente comprendessimo anche che stiamo camminando da soli, e lo stiamo facendo da un po’; che nessun genitore sta più tenendo le dita sulle nostre spalle per dirigerci. Che non c’è nessun adulto a tenere stabile il sellino della bicicletta senza rotelle, correndoci affianco: siamo comunque in equilibrio, certo, abbiamo imparato a pedalare, siamo “diventati grandi”, ma c’è più amarezza in questo traguardo di quanta ce ne saremmo mai potuti aspettare da bambini.

La protagonista del romanzo, Nina Dean, è una millennial che ha passato i 30 anni: è una food writer di successo, ha da poco comprato un appartamentino in un quartiere vivace di Londra, ha un gruppo di amici che ha sempre reputato solido e una coppia di genitori affiatata. Questa cartolina idilliaca, da post su Instagram, va in frantumi non appena ci si addentra un po’ di più tra gli spiragli della sua vita. Su un’app di incontri che nel libro si chiama Linx ma che è riproduzione perfetta di Tinder, Nina conosce Max: un tipo solitario, rude, romantico, che sembra uscito da un romanzo. Il “Mr Darcy” che tutte le millennial sognano, quello di cui aveva bisogno, stanca della vita da single: e invece dopo qualche settimana Max scompare nel nulla senza darle nessuna spiegazione, riducendo a brandelli ogni certezza di Nina. Il ghosting crudele a cui Max la sottopone è lo specchio rivelatore di tutti i sentimenti che stanno scomparendo dalla sua vita: pagina dopo pagina Nina deve fare i conti con la demenza senile che si sta portando via suo padre; con la depressione di sua madre, che cerca un’altra sé stessa per sopravvivere; con i suoi amici che si sposano e vanno a vivere lontano da Londra. In una parola, con i cambiamenti che la costringeranno ad andare in cerca di un’altra versione di sé, più adulta, più matura, più ancorata alla realtà.

A metà strada tra Il diario di Bridget Jones e Sex and The City, ma con la sensibilità severa di chi ha vissuto sulla propria pelle i sogni, le ansie, i disagi, i successi e i cambiamenti di una generazione, Dolly Alderton trascina il lettore dietro il velo opaco che nasconde la dolorosa realtà oltre lo schermo di uno smartphone e regala una “cassetta degli strumenti” a ogni millennial che si renda improvvisamente conto che c’è un gran bisogno di un adulto e l’adulto è proprio lui.