Da una start up di Sofia la soluzione smart per la diagnostica delle automobili

L’innovazione in un’interfaccia hardware e software che permette alle forze dell’ordine di identificare un veicolo e di tracciare una “carta di identità” utile per le indagini; ma anche un utile strumento per le aziende, per poter prevenire i guasti e quindi i costi di manutenzione dei veicoli aziendali. Questo e molto altro può la tecnologia di Abrites, come ci raccontano fonti aziendali.

Come e dove nasce Abrites?

«La nostra azienda nasce in un piccolo ufficio di Sofia nel 2005, e grazie alle capacità ingegneristiche del nostro fondatore Ivaylo Drumev Dragomirov, si è espansa velocemente: dopo 17 anni siamo infatti presenti in 50 Paesi nel mondo e abbiamo diverse sedi, di cui tre siti di produzione in Bulgaria, uno italiano e un altro in Francia. Subito ci siamo specializzati nel settore automotive e nella diagnostica avanzata dei veicoli multimarca, da camion e macchine fino ai motori per motoslitte e barche».

Che tipo di prodotto offrite ai vostri clienti?

«Il core business di Abrites riguarda la produzione di hardware e software e la programmazione aftermarket. Lei perde le chiavi ad esempio; ebbene con le nostre apparecchiature siamo in grado di collegarci all’auto in modo da programmare una nuova la chiave. Grazie alla nostra speciale interfaccia AVDI di ultima generazione inoltre per noi di Abrites è possibile eseguire il renew dei componenti elettronici di un veicolo, riprogrammarli e adattarli ad esso per sostituire quelli non funzionanti. Uno dei prodotti più recenti che ci distinguono dai nostri competitor è Carmon, una piattaforma per la gestione delle flotte aziendali. I nostri competitor usano la geolocalizzazione, noi invece siamo in grado di fare anche diagnosi da remoto: significa che un operatore a distanza può collegarsi a un singolo mezzo per monitorare e verificare lo stato di funzionamento del veicolo e confrontare i dati con lo storico. Così siamo in grado di prevenire eventuali guasti di forza maggiore, con una riduzione di costi di manutenzione e di tempi del fermo tecnico. Inoltre produciamo tutto internamente, non affidiamo a terzi né la progettazione né la produzione delle nostre interfacce. Questo da una parte ci permette di salvaguardare l’innovazione tecnologica, dall’altra di non avere problemi di approvvigionamento, perché essendo noi i progettisti delle nostre interfacce siamo in grado di modificarle e adattarle in caso di scarsità di componenti, mantenendole sempre efficienti e performanti».

Come sarà il futuro di Abrites?

«Quest’anno uscirà una nuova versione della nostra interfaccia AVDI, che supporterà i nuovi protocolli E-net e DoIP e consentirà ai nostri clienti di interfacciarsi a tutti i nuovi modelli futuri di veicoli. Questo ci permetterà di dialogare con i nuovi veicoli per poter adattare i nostri software alle novità ed essere sempre un passo avanti nel mondo dell’aftermarket».

Aziende, ma non solo: diversi reparti delle Forze dell’Ordine italiane utilizzano la tecnologia Abrites potendo così visionare i dati contenuti all’interno di una chiave (tra cui anche il colore e il tipo di veicolo) o, grazie a una scansione e all’inserimento di dati in un archivio di veicoli rubati, capire se nel veicolo fermato ci sono componenti o centralina di dubbia provenienza. Una tecnologia quindi non solo al servizio di brand e privati, ma anche della sicurezza di tutti.