Le esequie erano quelle di Abdul Fattah Kharushah, 49enne militante di Hamas ucciso dall’Idf martedì 7
Le forze di sicurezza palestinesi hanno lanciato lacrimogeni questo mercoledì 8 marzo ai funerali di un militante di Hamas, ucciso dall’esercito israeliano nel raid di ieri martedì 7 a Jenin. Le esequie erano in corso nella città della Cisgiordania Nablus, nota “città martire” palestinese e culla dei movimenti insurrezionalisti, spesso in conflitto con il governo centrale di Ramallah. Nello specifico il morto celebrato nel corteo era Abdul Fattah Kharushah, militante 49enne del partito Hamas; l’uomo era ricercato per l’uccisione di due fratelli israeliani nella vicina città di Huwara. Il movimento oltranzista di stampo islamista-irredentista si è spesso scontrato, in influenza elettorale e in scontri armati, con il partito di governo di Abu Mazen, Fatah. Il lancio di lacrimogeni al corteo funebre di oggi dimostra ancora una volta le profonde divergenze e spaccature in seno al corpo elettorale e alla politica palestinese.
Nel funerale sono stati innalzati cori di critica e protesta contro la stessa Anp, accusata di connivenza e corruzione a favore dell’occupazione israeliana. In particolare l’accusa rivolta da Hamas al partito di governo è di consentire l’ingresso di militari israeliani nelle roccaforti strategiche del movimento irredentista, allo scopo di fiaccare l’opposizione interna. Tra questi, anche il campo profughi di Jenin. La folla ha urlato più volte “Traditori!” e “Spie!” all’indirizzo delle forze di sicurezza di Ramallah. A quel punto le forze di sicurezza avrebbero lanciato i lacrimogeni sulla folla.
Secondo il portavoce della sicurezza palestinese Talal Dweikat, i militari sarebbero intervenuti quando alcuni supporters di Hamas hanno afferrato la salma, interrompendo la processione e trasformandola in una protesta contro la polizia; Dweikat ha aggiunto «invece di maledire l’occupazione israeliana che ha commesso questo crimine contro la nostra gente».
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/ALAA BADARNEH