export del gnl degli Usa

Francia, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi rappresentano il 74% delle esportazioni di gnl statunitense verso il Vecchio Continente

Fra gli effetti collaterali della guerra in Ucraina c’è stato anche un netto incremento export del gnl dagli Usa all’Europa. Una conseguenza diretta della crisi energetica innescata dalla chiusura dei rubinetti russi confermata da un rapporto dell’Eia secondo cui nel 2022 l’export di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti è aumentato del 9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la quota di 10,6 miliardi di piedi cubi al giorno.

Nello specifico, si è registrato un vero e proprio boom export del gnl dagli Usa verso l’Unione europea, aumentate del 141% (pari a quattro miliardi di piedi cubi/giorno). Un valore che ha reso Bruxelles (più il Regno Unito) il primo mercato di gnl per Washington, rappresentando il 64% dell’export totale. Parallelamente, le importazioni europee dalla Russia sono ai minimi dagli ultimi 40 anni.

Andando a scorporare il dato a livello nazionale, vediamo che sono soprattutto Francia, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi a importare gnl dagli Stati Uniti, andando a costituire complessivamente il 74% delle esportazioni statunitensi verso l’Europa. Questo, nonostante non siano mancate le accuse di speculazione sui prezzi del gas naturale liquido, anche da parte della Francia.

Intanto, l’export del gnl dagli Usa verso l’Asia sono in calo del 46%, con una riduzione diffusa in quasi tutti i Paesi. Il calo più evidente in tal senso si registra in Cina, dove è arrivato il 78% in meno di gnl. Restando in Asia, a livello regionale l’unico Paese del Medio ad aver importato gnl dagli Stati Uniti è stato il Kuwait, che ha addirittura raddoppiato i livelli rispetto al 2021.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN