Sanchez ha invitato Xi a considerare i piani di pace di Zelensky mentre Von der Leyen e Macron saranno in Cina la prossima settimana
«Bucha: 33 giorni di occupazione. Più di 1.400 morti, tra cui 37 bambini. Più di 175 persone sono state trovate in fosse comuni e camere di tortura. 9mila crimini di guerra russi. 365 giorni da quando è di nuovo una città ucraina libera. Un simbolo delle atrocità dell’esercito del Paese occupante. Non perdoneremo mai. Puniremo ogni colpevole»: così il presidente Zelensky ricorda la strage di Bucha, a un anno dal massacro che sconvolse il mondo ad appena un mese dall’invasione dell’Ucraina.
Commemora la ricorrenza anche il cancelliere tedesco Scholz: «le atrocità di Bucha hanno mostrato agli occhi del mondo cosa significhi la guerra di Putin. Quelle immagini sono rimaste impresse anche nella mia mente”, ha scritto il cancelliere. “Questi crimini non devono restare impuniti. Per questo siamo uniti a sostegno dell’Ucraina. La Russia non deve vincere!» ha scritto su Twitter.
365 giorni dopo, le violazioni dei diritti umani nel Paese sono ormai una “scioccante routine” come denuncia l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu Volker Türk. Le persone “stanno affrontando enormi sofferenze e perdite, privazioni, sfollamenti e distruzione” ha affermato Türk intervenendo al Consiglio per i diritti umani.
Dal fronte opposto, presentando le nuove linee strategiche della politica estera russa, il ministro Lavrov accusa: «la natura esistenziale delle minacce alla sicurezza e allo sviluppo del nostro paese, create dalle azioni di stati ostili, è riconosciuta».
Sanchez incontra Xi
Il premier spagnolo è a Pechino dove ha incontrato il presidente Xi. Non solo questioni bilaterali sul tavolo ma anche i rapporti fra la Cina e l’Europa e, soprattutto, l’imminente visita del presidente del PCC in Ucraina. «Abbiamo manifestato la nostra preoccupazione sulla situazione, la necessità di rispettare la Carta dell’Onu, l’integrità e l’unità territoriale dell’Ucraina» ha spiegato Sanchez al termine dell’incontro. Il primo ministro spagnolo ha reso noto di aver ha “invitato” Xi “ad avere una conversazione” con il presidente ucraino Zelensky “per conoscere direttamente” il suo piano per la pace in Ucraina.
L’incontro è stato anche un primo banco di prova per Sanchez che si appresta a intraprendere la Presidenza di turno dell’Unione europea nel secondo semestre del 2023. Intanto è arrivata la comunicazione che Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron saranno a Pechino il prossimo 6 aprile per incontrare il presidente Xi in un trilaterale.
La risposta di Pechino persegue la strada di un “sano sviluppo” delle relazioni Cina-Ue, con l’auspicio però che Bruxelles “mantenga l’autonomia strategica“. «Sia la Cina sia l’Ue aderiscono al multilateralismo, sostengono gli scopi e i principi della Carta dell’Onu e supportano la risoluzione pacifica delle controversie internazionali» ha ribadito Xi.
Lukashenko chiede una tregua, il Cremlino gela
A squarciare il velo della guerra arriva una proposta direttamente dal presidente bielorusso Alexander Lukashenko che, rivolto al suo Parlamento, chiede una “tregua immediata” sulle linee attuali. Immediata la risposta del Cremlino che gela ogni spiraglio: «per la Russia non cambia nulla e l’operazione militare speciale continua».
Peskov ha colto l’occasione anche per bocciare l’idea, che potrebbe essere discussa nell’Ue, di una forza peacekeeper da inviare in Ucraina, considerata “molto pericolosa” dal Cremlino.
Intanto in Russia un portavoce dello Stato maggiore delle forze armate ha smentito una seconda mobilitazione: «coloro che sono già stati chiamati per il servizio militare, così come i cittadini che hanno espresso volontariamente il desiderio di partecipare all’operazione, sono sufficienti per svolgere i compiti assegnati» assicura.
Guerra sul campo: droni kamikaze a Kharkiv nella notte
Nel frattempo è ancora Kharkiv il principale teatro dei combattimenti in Ucraina. Nella notte fra il 30 e il 31 marzo, il capo dell’Amministrazione statale regionale Oleg Sinegubov ha riferito di un attacco con almeno 6 missili russi: «stanno bombardando dalla direzione di Belgorod» avverte, allertando la popolazione di “non lasciare i rifugi“. I media ucraini riferiscono anche di alcuni droni kamikaze. L’attacco avrebbe provocato cinque feriti.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/BORJA PUIG DE LA BELLACASA