PUTIN

Il reporter de La Repubblica Corrado Zunino ha riferito della morte del collaboratore, il fixer Bogdan Bitik

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico circa gli ultimi sviluppi della guerra tra Mosca e Kiev. Si è parlato dell’accordo che ha sbloccato le esportazioni di grano dai porti dell’Ucraina e della situazione in Siria.

Lo rende noto Anadolu.

Stoltenberg conferma, nuove armi a Kiev

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nel corso di un incontro con il primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel ha confermato che gli alleati della Nato e i partner del gruppo di contatto sull’Ucraina hanno fornito a Kiev 1.550 veicoli blindati e 230 carri armati.

Intanto, secondo quanto riportato dal Bild domenica 23 aprile i servizi segreti ucraini avrebbero tentato di uccidere Vladimir Putin con un drone esplosivo. Il tentato agguato, secondo il tabloid tedesco, sarebbe stato tenuto segreto dalle autorità russe.

Kiev avrebbe fatto partire un drone UJ-22 con una portata fino a 800 km e con a bordo “30 blocchi di esplosivo C4, per un peso totale di 17 kg”, scrive Bild. L’obiettivo sarebbe stato il parco industriale di Rudnevo, nei pressi di Mosca, in cui avrebbe potuto esserci una visita del capo del Cremlino Il drone, però, è precipitato 20 km prima. Non è chiaro se la visita di Putin sia mai avvenuta.

Papa Francesco riceve il premier Shmyhal

Bergoglio ha ricevuto in udienza il primo ministro ucraino Denys Shmyhal che ha poi incontrato il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, insieme a monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali.

Lo ha reso noto la Santa Sede: “nei colloqui cordiali sono state evidenziate le varie questioni collegate alla guerra in Ucraina, riservando una particolare attenzione all’aspetto umanitario e agli sforzi per ristabilire la pace. Nello stesso contesto, sono stati trattati anche diversi argomenti che riguardano la vita e l’attività delle Chiese nel Paese”.

Zelensky sente Meloni

Colloquio telefonico tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la premier Giorgia Meloni nella giornata di apertura della Conferenza Bilaterale sulla ricostruzione dell’Ucraina a Roma.

«Ho avuto una conversazione telefonica con la prima ministra italiana Giorgia Meloni. L’ho ringraziata per la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina e per la sua leadership personale nel sostegno incondizionato al popolo ucraino – ha scritto Zelensky su Telegram – Le parti hanno discusso dell’ulteriore cooperazione in materia di difesa e dei prossimi eventi internazionali».

Ue: “bene telefonata tra Xi e Zelensky”

L’Ue giudica positivamente il colloquio telefonico tra Zelensky e il presidente cinese Xi Jinping.

«È positivo che la chiamata tra i presidenti Zelensky e Xi abbia finalmente avuto luogo e che i canali di comunicazione siano aperti. L’Ue ha sempre incoraggiato la Cina a condividere la responsabilità globale di difendere e sostenere la Carta dell’Onu e principi del diritto internazionale – ha dichiarato un alto funzionario Ue – (L’Ue) prende atto dell’intenzione della Cina di inviare un inviato speciale in Ucraina (e in altri Paesi) e resta in attesa di maggiori dettagli su questa iniziativa».

Soddisfazione anche dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Un portavoce della presidente ha definito la telefonata  “un primo passo importante da parte della Cina, e atteso da lungo tempo, nell’esercizio delle proprie responsabilità in qualità di membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani commenta positivamente il colloquio telefonico Xi-Zelensky ma ammette che “serve più tempo” per arrivare alla soluzione.

«Il colloquio tra il presidente ucraino Volodymir Zelensky e il presidente cinese Xi Jinping è un passo in avanti, ci dobbiamo credere, ma non è ancora la soluzione del problema e ci vorrà ancora parecchio lavoro per dire che siamo a un passo dal cessate il fuoco» ha affermato Tajani.

Procuratore Kiev: “aperti 80mila casi per crimini di guerra”

Il procuratore generale ucraino Andriy Kostin durante un’audizione alla commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha riferito che sono stati aperti 80mila casi per crimini di guerra.

«Al momento stiamo indagando su più di 80mila casi di possibili crimini di guerra. Il numero di crimini è alto, dovuto soprattutto al fatto che le ostilità si tengono in aree urbane – ha dichiarato Kostin – I russi puntano alle infrastrutture civili critiche durante l’inverno per far morire di fame e di freddo la popolazione. Deportano minori e li sottopongono ad adozioni forzate e rieducazione, questi sono segnali di una campagna di persecuzione che mira all’esistenza stessa dello stato ucraino».

Kuleba: “controffensiva in primavera”

«Ci sarà sicuramente una controffensiva di primavera. Non vi dirò quando perché non voglio facilitare la Russia, ma stiamo preparando le nostre forze armate». Così il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che ha spiegato che “l’unico scopo” della controffensiva “è liberare il territorio ucraino, riprenderci ciò che ci appartiene, non prendere qualcosa che non ci appartiene”. 

Durante un’intervista a SkyTg24 Kuleba ha dichiarato che l’Ucraina è pronta ad accogliere Papa Francesco. «Accoglieremmo Papa Francesco a braccia aperte. Il nostro invito è ancora valido, può arrivare quando vuole – ha affermato il ministro – Non so perché non sia venuto, non ha declinato l’invito ed è un buon segno ma non abbiamo nemmeno ricevuto una data. Le persone in Ucraina sarebbero molto felici di accogliere il Papa».

Reporter italiano ferito a Kherson: “ucciso mio collaboratore”

Sta bene Corrado Zunino, il reporter de La Repubblica ferito in Ucraina. È lui stesso a dirlo in un tweet, nel quale ha riferito della morte del suo collaboratore Bogdan Bitik, confermata dal quotidiano.

«In viaggio da Kherson verso Odessa – ha scritto Zunino – Sto bene, ho una ferita alla spalla destra, sfiorata dal proiettile che ha centrato il mio grande amico Bogdan. Credo sia morto, all’inizio del Ponte di Kherson. Un dolore infinito. Avevo il giubbotto con la scritta Press».

Il fixer Bogdan Bitik lascia la moglie e un figlio. Zunino è ricoverato all’ospedale civile di Kherson. «Ci hanno colpito, ho visto Bogdan a terra, non si muoveva, ho strisciato fino a togliermi dalla fila del fuoco – ha raccontato il giornalista alla sua testata – Ho corso fino a quando non ho incrociato un’auto di un civile. Ero pieno di sangue, mi sono fatto portare fino all’ospedale di Kherson. Ho provato più volte a chiamare Bogdan, non rispondeva, era un mio grande amico, è una sofferenza atroce».

di: Francesca LASI

aggiornamento: Micaela FERRARO e Alice GEMMA

FOTO: ANSA/ EPA/PAVEL BEDNYAKOV/SPUTNIK/KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT PUTIN