Tecnologie ad hoc di una realtà nata per assicurare la salute di tutti
Sono tristemente diventati famosi con i primi tempi della pandemia, quando a causa del loro scarseggiare ci si è resi conto dell’enorme impatto che avevano sulla salute umana. Sono gli spirometri e gli ossimetri, device medici essenziali per monitorare la salute dei nostri polmoni. Per fortuna ci sono aziende che si occupano di creare hardware e software all’avanguardia per la salute, permettendoci di controllarla con il nostro medico direttamente da casa. Realtà come Medical International Research (MIR), di cui oggi ci parla il Ceo Giovanni Carlino.
Come nasce MIR?
«La nostra realtà nasce 30 anni fa, nel 1993. Siamo un’azienda medicale medio-piccola, che tuttavia collabora ed esporta device essenziali in tutto il mondo: più dell’85% del nostro fatturato lo otteniamo tramite clientele estere. Nel 2021 la nostra azienda è stata acquisita da un fondo di private equity italiano, Aksìa Group Sgr S.p.a., intraprendendo così un processo di crescita, sviluppo e managerializzazione della società molto importante. In particolare siamo leader nella produzione di hardware e software per il monitoraggio della salute dei polmoni. Da anni produciamo spirometri e ossimetri all’avanguardia, al punto da essere fornitori delle tecnologie attualmente più progredite in questo ambito. Si tratta di device medici che permettono di monitorare il funzionamento e il corretto stato di salute dei polmoni; ad esempio l’ossimetro è necessario per misurare la quantità di ossigeno nel sangue. Noi progettiamo e produciamo sia il device che la tecnologia che occorre per metterlo in opera».
Che tipo di clientela servite?
«Principalmente vendiamo tramite distributori, ma abbiamo anche due filiali straniere: una negli Stati Uniti e una in Francia, oltre ovviamente alla sede centrale italiana a Roma. I nostri clienti sono appunto i distributori, che vendono poi ad ospedali, specialisti e medici; negli ultimi anni abbiamo anche sviluppato device e spirometri per uso personale, che vendiamo direttamente al consumatore finale. Si tratta di strumenti della dimensione pari o inferiore a quella di uno telefonino, che consentono di effettuare a casa la spirometria: cioè, banalizzando, soffiare in un apparato e scambiare i dati col proprio medico in diretta grazie a un’app apposita. Inoltre la componente internazionale è fondamentale, anzi strategica. Come dicevo, l’85% delle nostre commesse sono vendute all’estero. Per questo stiamo sfruttando al massimo la nostra presenza in tutto il mondo, focalizzandoci sui Paesi che hanno un potenziale oggettivo più alto».
Hardware ma non solo: MIR infatti produce e vende anche i software specifici che permettono a queste attrezzature di inviare i dati più accurati possibili al medico. Oltre ai continui aggiornamenti su questi strumenti, MIR possiede specifici brevetti su alcune componenti, come turbine per spirometri. Questo unito ad agilità e velocità d’azione, che spesso grandi gruppi non hanno, rendono questa realtà assai competitiva.
Quali sono i vostri valori?
«Da tempo abbiamo iniziato a farci monitorare dall’esterno per affinare al meglio i nostri risultati nell’ambito della valutazione Esg. Un impegno che non solo ha valore sociale, ma che consente di presentarci in modo affidabile e positivo ai nostri partner. Sono inoltre molto lieto di avere l’opportunità di accogliere spesso in azienda persone giovani e neolaureati, “svecchiando” in un certo senso il nostro personale».
Device piccoli, semplici ma sofisticati, che ora puntano anche al cuore delle persone: infatti MIR ha sviluppato un piccolo strumento, grande appena quanto una scatola di fiammiferi, in grado di individuare una pericolosa aritmia, la fibrillazione atriale, che spesso si è dimostrata essere causa di ictus. Così possiamo mettere la nostra prevenzione nelle mani di chi, come MIR, si prende cura della salute da anni.