L’azienda, punto di riferimento nel comparto del freddo e della climatizzazione, si è affermata grazie a innovazioni tecnologiche d’eccellenza, progettate per garantire massima efficienza e affidabilità

La transizione ecologica sta ridisegnando le regole del mercato, imponendo nuove sfide ma anche aprendo scenari di sviluppo inediti. HiRef ha scelto di affrontare questo cambiamento con soluzioni che uniscono ricerca, tecnologia e prestazioni, anticipando le esigenze del settore. Il CEO Alberto Salmistraro ci racconta come l’azienda sia diventata un punto di riferimento nel comparto HVAC&R – Riscaldamento, Ventilazione, Condizionamento dell’aria e Refrigerazione.

Come ci si afferma in un settore industriale così competitivo?
«Il nostro successo si basa su diversi elementi chiave, tra cui: la capacità di sviluppare soluzioni innovative, progettate per rispondere a esigenze sempre più complesse; un rapporto stretto e collaborativo con la clientela, che ci permette di anticipare le richieste del mercato; un ridotto time to market che assicura rapidità e reattività; e un team giovane e dinamico, sempre pronto a mettersi in gioco con nuove idee e competenze».

Quali innovazioni avete portato nel settore?
«Abbiamo sviluppato un’offerta di prodotti e soluzioni prevalentemente tailor-made e integrate con le specifiche esigenze del cliente. Miriamo all’eccellenza non solo del prodotto, ma dell’intero sistema in cui si colloca, così da ridurre il Total Cost of Ownership e abbattere sprechi energetici nell’ottica della massimizzazione del recupero energetico. In questo modo il cliente si ritroverà anche con costi ridotti di utilizzo dell’impianto. A tal proposito, HiRef ha avuto il coraggio di innovare prendendo come riferimento il principio della sostenibilità e dunque sviluppando tecnologie efficienti ma allo stesso tempo capaci di ridurre l’impatto ambientale. Parliamo, ad esempio, di refrigeranti a basso GWP con un carbon footprint ridotto. Desidero poi menzionare la nostra visione di distretto energeticamente integrato, chiamato Energy Loop District: un ecosistema in cui le utenze diventano una comunità, riutilizzando il calore residuo di un’unità come risorsa per un’altra. Una comunità connessa energeticamente non solo dal punto di vista elettrico ma anche attraverso uno storage termico e frigorifero. In ambito tech invece, sviluppiamo tecnologie avanzate che integrano l’Internet of Things (IoT) e algoritmi predittivi per migliorare la gestione degli impianti. Questo significa poter monitorare e ottimizzare il funzionamento in tempo reale, riducendo sprechi e garantendo prestazioni ottimali in ogni contesto».

Come immaginate il futuro di HiRef?
«Abbiamo sempre interpretato il presente puntando ad un miglioramento costante, tanto delle soluzioni che offriamo quanto delle relazioni che intessiamo con i nostri partner. A tale scopo l’anno scorso abbiamo pubblicato la prima edizione del Bilancio di Sostenibilità HiRef, un manifesto che riflette i nostri traguardi e traccia gli obiettivi in ambito ambientale, sociale ed economico. Riconosciamo il nostro ruolo all’interno della comunità e dell’ecosistema industriale, e per questo motivo intensifichiamo gli sforzi per garantire che ogni nostro passo sia intrapreso con responsabilità sociale ed etica. I valori di HiRef assumono così una forma concreta, nel sostegno alle iniziative locali volte a formazione e istruzione o nell’adozione di pratiche lavorative che favoriscano inclusione e diversità. Senza perdere il focus sul mercato: stiamo per inaugurare a Padova un nuovo stabilimento, estensione di quello che abbiamo già, che sarà la concreta applicazione della nostra visione del recupero energetico, con un innovativo impianto, per il quale abbiamo anche ottenuto un importante riconoscimento dal MISE. Progettiamo poi di espanderci in nuovi mercati, tra cui Asia e America Latina, prima di affacciarci in mercati inesplorati come il Nord America».

Il merito di HiRef? Aver creduto in un modello di business visionario e virtuoso, dimostratosi vincente, e perseguendo parallelamente innovazione tecnologica e sostenibilità: un binomio che non rappresenta solo una sfida, ma soprattutto grandi opportunità.