Il cancelliere alla Plenaria del Pe per la Giornata dell’Europa: “gestire migrazione senza tradire valori Ue”. Macron: “viva la nostra Unione Europea”
Il cancelliere Olaf Scholz è intervenuto alla Plenarie Pe in occasione della Giornata dell’Europa, parlando di temi caldi quali migrazione e valori Ue.
«Sulla migrazione serve una soluzione all’altezza ma non possiamo temporeggiare finché questa solidarietà non ci piova dal cielo, serve una solidarietà fattiva. Io mi impegno affinché i progressi sul Patto dell’asilo siano concretizzato prima delle Europee. Siamo uniti dall’obiettivo di gestire meglio la migrazione illegale senza tradire i nostri valori, dobbiamo sfruttare le possibilità di migrazione regolare perché in molte parti dell’Ue abbiamo bisogno di lavoratori da Paesi terzi».
Anche Emmanuel Macron è intervenuto, tramite un lungo tweet. “È insieme, da europei, che saremo in grado di tutelare le nostra capacità di decidere per noi stessi. In questa giornata che celebra la nostra Unione, è da convinto europeo, determinato e fiero, che condivido con voi questo messaggio: Viva la nostra Unione europea. L’Europa ci ha protetto dalle crisi e continuerà a permetterci di creare posti di lavoro, sicurezza, ordine in un mondo di pericoli”. Macron ha ricordato le sfide del Covid e la risposta dell’Ue sul piano vaccini, nonché “l’adozione di un piano di rilancio (NextGeneratioEU, Pnrr), unico nella storia”. Ma anche la “risposta comune dinanzi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia: abbiamo cancellato la dipendenza europea dalle energie fossili russe. E oggi, con il nostro aiuto, l’Ucraina resiste e grazie al proprio coraggio andrà fino alla vittoria”.
Un pensiero anche alle scelte – e le sfide – climatiche dell’Ue, che ha adoperato un taglio del 55% delle emissioni di Co2 entro il 2030 nonché studiato l’introduzione di una “carbon tax” ai confini dell’Unione affinché “i produttori stranieri che esportano verso l’Unione europea siano sottoposti alle stesse esigenze ambientali che i nostri produttori europei”.
di: Micaela FERRARO
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