A prendere le parti dello skipper della barca è stato il sindaco di Arona
Dopo quasi 10 giorni dalla tragedia, Claudio Carminati, il comandante della barca affondata nel Lago Maggiore con a bordo 21 agenti dell’Aise e del Mossad, il giorno del naufragio “sarebbe dovuto andare alla Fiera della focaccia in Liguria con la moglie Anja, poi un suo conoscente, forse un ex carabiniere, gli prospettò l’idea di caricare delle persone, che non sapeva appartenessero ai servizi segreti, portarle a fare un giro e a pranzo all’Isola dei Pescatori e lui cambiò programma”.
A raccontarlo è il sindaco di Arona, Federico Monti, che celebrò il matrimonio tra Carminati e la moglie. «È una brava persona, semplice. Si era innamorato di Anja, una donna anche lei bravissima che ha fatto la badante per quasi tutta la sua vita e insieme erano coinvolti nella vita lavorativa sulla barca che era anche la loro casa. Non sapeva assolutamente chi aveva caricato quel giorno». Il sindaco esclude che l’amico fosse in qualche modo legato al fatto.
«È stato fatto tanto sciacallaggio su questo, Claudio ha avuto una vita normale. Vendeva aspirapolveri, poi ha fatto il pasticcere, poi si è costruito la barca. Un creativo, benvoluto da tutti, che amava il lavoro che faceva. Mi ha detto che in una frazione di secondo la barca è stata travolta dalla tempesta. Un’evenienza imprevedibile, mai vista da queste parti, come mi ha riferito la guardia costiera», ha concluso.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/ Vigili del fuoco