Riuniti i leader politici
È terminata la sessione Nato-Ue. Adesso i leader dei Paesi europei inizieranno a discutere sui punti dell’agenda del Consiglio europeo.
Anche Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, si è collegato in videoconferenza con il Consiglio europeo in corso a Bruxelles.
«L’Ue ha bisogno di un dibattito interno sulle riforme prima che il blocco possa accettare l’Ucraina come membro – ha dichiarato il capo del Consiglio europeo Charles Michel -. L’Ucraina ha ottenuto lo status di candidato l’anno scorso ed entro la fine dell’anno i 27 devono decidere se lanciare formalmente i negoziati di adesione».
Questione migranti
Il primo a intervenire sulla tematica dei migranti è il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki: «abbiamo ottimi rapporti con la premier italiana. Ci incontriamo oggi. Potremmo avere interessi diversi, ma elaboriamo soluzioni che servono a tutti», ha detto rispondendo a una domanda sulle relazioni con l’Italia in materia di politiche Ue sulla migrazione.
«Tuttavia, in questo caso, sottolineo con forza che difenderemo sicuramente il diritto della Polonia di garantire non solo del nostro sistema politico, ma soprattutto che la nostra sicurezza, tutti i parametri relativi alla sicurezza, sia nelle nostre mani. Guardate cosa sta succedendo nei sobborghi di Malmo o Parigi, Marsiglia, Lille o anche in Italia. Il trasferimento forzato non sarà consentito finché ci sarà un governo di Diritto e giustizia», ha concluso Morawiecki, escludendo l’accoglienza in Polonia di migranti arrivati in altri Paesi Ue.
Si è espressa anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha invocato una legge.
«Dobbiamo agire in materia di migrazione. È urgente. La scorsa settimana il cimitero del Mediterraneo è costato la vita ad altre 300 persone, molte non saranno mai identificate. Altri 300 sogni infranti e 300 famiglie distrutte – ha dichiarato Metsola nel suo intervento – (Pronti) a trovare entro la fine di questa legislatura una soluzione che rispetti i confini, equa con chi ha bisogno di protezione, ferma con chi non ha diritto. E investire e cooperare di più con i Paesi africani».
La premier Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per “i passi avanti” fatti sul tema dei flussi migratori. Meloni, che ha rivendica un cambio di punto di vista, ha accolto la proposta della Commissione di stanziare 12 miliardi di euro per la protezione dei confini nella revisione del bilancio Ue. La presidente del Consiglio, inoltre, ha chiesto che la cooperazione con i Paesi terzi, soprattutto la Tunisia, non sia limitata alle migrazioni.
«Quello che oggi c’è scritto nelle conclusioni del Consiglio europeo era probabilmente impensabile otto mesi fa – ha dichiarato Meloni – Siamo davvero riusciti a cambiare il punto di vista, anche col contributo di altre nazioni, dall’annosa divisione tra Paesi di primo approdo e Paesi di movimenti secondari a un approccio unico che risolve i problemi di tutti, che è quello sulla dimensione esterna».
Rimane, però, la contrarietà di Polonia e Ungheria. Stando a quanto riferito da fonti europee, citate da RaiNews, il dibattito sui flussi migratori è stato brevemente sospeso.
La guerra in Ucraina
«Sono soddisfatta del fatto che la Commissione stia procedendo con la proposta sull’uso dei beni russi congelati per la ricostruzione dell’Ucraina. Ovviamente vorremmo vedere di più, perché penso che non sia giusto che le risorse per la ricostruzione dell’Ucraina vengano dalle risorse dei nostri contribuenti, ma dovrebbero venire dai profitti russi e quando abbiamo gli asset, possiamo usarli a questo scopo», ha detto la premier estone, Kaja Kallas.
IN AGGIORNAMENTO
di: Alice GEMMA
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/OLIVIER MATTHYS