Oltre a requisiti molto stringenti, il procedimento per adottare un bambino è costellato di lunghe attese che possono durare “quattro o cinque anni”

L’adozione in Italia è ancora un privilegio di pochi. A rendere tale una scelta complessa e delicata come quella di adottare un minore è un processo burocratico lungo e complicato, al termine del quale arrivano in pochi. Precisamente, solo una domanda di adozione su 10 va a buon fine.

Nel 2021, ad esempio, in Italia sono state avanzate 8mila richieste ma i bambini adottati sono stati solo 866. Non va meglio se si parla di adozioni internazionali: dallo scorso anno pendono ancora 2.382 pratiche, mentre le adozioni concluse sono state solo 565.

I requisiti

Il primo ostacolo incontrato dagli aspiranti genitori sono i requisiti prefissati dalla legge italiana. Possono aspirare all’adozione principalmente solo coppie, sposate da almeno tre anni e con più di 25 anni (il genitore più giovane non deve aver superato i 47 anni, 58 se il minore chiesto in adozione ha 17 anni).

I single possono adottare solo in casi eccezionali mentre alle coppie omosessuali non è consentito avviare le pratiche.

Una volta in possesso dei requisiti formali, i richiedenti devono affrontare lunghi colloqui e passaggi con gli assistenti sociali prima e con il tribunale dei minori poi.

«Dall’inizio alla fine possono passare quattro-cinque anni – spiega al Giornale l’associazione Amici dei bambini. – Anche se la legge prevede sei mesi circa per la conclusione della pratica di idoneità, l’itinerario è sempre molto più lungo. Per avere l’ok dai servizi sociali, i tempi di attesa arrivano fino a tre anni».

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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