Da Pechino bando parziale all’import di cibo dal Giappone
È arrivato il via libera dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) allo scarico nell’oceano delle acque della centrale di Fukushima, devastata dalle catastrofi (sisma, tsunami, incidente nucleare) dell’11 marzo 2011.
L’agenzia ritiene che lo scarico sia “in linea con gli standard di sicurezza dell’Onu” ed è “trascurabile” l’impatto radiologico per la popolazione e per l’ambiente. Martedì 4 luglio è arrivato in Giappone il capo dell’Aiea, Rafael Grossi, che ha avuto un incontro con il premier giapponese Fumio Kishida.
L’acqua da scaricare è quella utilizzata da Tokyo per per raffreddare materiali altamente radioattivi e poi trattata per rimuovere le sostanze nocive. Lo spazio di stoccaggio di questi serbatoi d’acqua, che non possono essere spostati, sta per esaurirsi e nel 2021 il Governo giapponese ha avanzato l’intenzione di sversarli in mare.
La posizione della Cina è invece differente: “rapporto frettoloso”, lo definisce Pechino, che annuncia lo stop all’import di cibo da 10 prefetture giapponesi per motivi di sicurezza. La Cina è il più grande acquirente di prodotti ittici del Giappone: esaminerà rigorosamente anche i documenti sul cibo, in particolare quelli marini, provenienti da altre parti del Giappone, secondo quanto riferiscono le Dogane cinesi, e saranno rafforzati rilevamento e monitoraggio delle sostanze radioattive per garantire la sicurezza del cibo importato dal Giappone.
L’ambasciatore cinese in Giappone Wu Jianghao prima della conferenza stampa di Grossi ha ribadito che la Cina è contraria al piano e ha suggerito la ricerca di “un metodo di trattamento scientifico sicuro, trasparente e convincente che altri nazioni possano accettare“. Inoltre “il Giappone dimostra poco rispetto per la scienza” e ha dichiarato di dubitare che a lungo termine non vi siano impatti sull’ecosistema marino. Da par sua il Giappone ha annunciato, tramite il ministro degli Esteri Yoshimasa Hayashi, che il Governo intende fornire prove scientifiche e lavorare alla comprensione della comunità internazionale intorno alla decisione. “L’esecutivo garantirà che il rilascio dell’acqua sia sicuro e cercherà di ridurre al minimo eventuali danni alla reputazione” ha inoltre assicurato il premier Fumio Kishida.
di: Alice GEMMA
aggiornamenti: Micaela FERRARO
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