Intanto proseguono gli sbarchi a Lampedusa
Per la nave della Ong Opern Arms, arrivata ieri 4 ottobre a Marina di Carrara, è scattato il fermo amministrativo di 20 giorni e una multa da tre a 10mila euro.
Giunta nel porto toscano la nave ha fatto sbarcare i 176 naufraghi soccorsi sabato scorso in acque internazionali in tre diverse operazioni, come fa sapere l’Ong il capitano e la capo missione “sono stati ascoltati per oltre 6 ore dalle autorità competenti per una ricostruzione di quanto avvenuto durante la missione“. Secondo quanto emerso Open Arms dopo due operazioni di salvataggio compiute sabato scorso e aver ricevuto l’indicazione del porto assegnato la nave ha ricevuto un mayday da Seabird (mezzo ricognizione aerea di Sea Watch) e, spiega l’Ong “il velivolo ci informava che la Open Arms era l’assetto navale più vicino all’imbarcazione in pericolo e che non c’erano altri assetti nelle vicinanze . Abbiamo, dunque, informato le autorità competenti e ci siamo diretti verso il target che era a circa 20 miglia dalla nostra posizione (due ore circa di navigazione). Arrivati sul posto, ci siamo trovati di fronte a un gommone sgonfio e sovraccarico con a bordo 109 persone, 94 delle quali minori non accompagnati” poi, prosegue Open Arms, sono stati messi in sicurezza le persone migranti “sempre informando in tempo reale le autorità italiane che non hanno mai fornito una risposta a nessuna delle mail inviate“. Una volta compiute tutte le operazioni la nave si è diretta verso Genova (porto assegnato che pii è stato modificato con quello di Marina di Carrara). Secondo Open Arms è “ davvero inaccettabile dover subire un secondo fermo per aver fatto il nostro dovere, per aver cioè rispettato le convenzioni internazionali e il diritto del mare. Ricordiamo che è dovere del capitano di qualunque imbarcazione prestare soccorso a naufraghi in pericolo di vita e che l’omissione di soccorso è quella sì un reato grave punibile dalla legge. Tutte le persone soccorse erano in condizioni di estrema vulnerabilità, provate fisicamente e psicologicamente. Tantissimi i ragazzi tra i 14 e i 16 anni soli, molto provati dal viaggio, dalle violenze subite e dal fatto di essere lontani dalle proprie famiglie“.
Ancora sbarchi a Lampedusa
Intanto non si fermano gli sbarchi a Lampedusa. Nella notte 46 persone hanno raggiunto l’isola. Si tratta di persone originarie di Egitto, Bangladesh, Pakistan e Siria. Il barcone partito da Zuara in Libia è stato agganciato da una motovedetta della guardia di finanza e portato a Lampedusa. Nel frattempo è stato disposto dalla Prefettura di Agrigento il trasferimento di 63 della 125 persone migranti attualmente presenti nell’hotspot lampedusano verso Porto Empedocle con il traghetto di linea Sansovino. 19 migranti sono minori non accompagnati.
Botta e risposta Ue-Tunisi
Continua il botta e risposta tra Tunisia e Unione europea. Il commissario Ue al vicinato Oliver Varhelyi ha assicurato che sia stata la Tunisia “a chiedere formalmente” i 60 milioni di euro di aiuti e, aggiunge Varhelyi su X, Tunisi è libera di restituirli. La risposta tunisina arriva su Facebook con il messaggio del ministero degli Esteri che spiega che “le autorità tunisine non hanno mai avallato tale incasso” e ricorda il “contenuto del comunicato stampa della presidenza della Repubblica del 2 ottobre 2023” dove il presidente tunisino Kais Saied annunciata di aver rifiutato i fondi dell’Ue.
Pressione migratoria anche sul fronte orientale
Il fenomeno migratorio interessa anche l’Europa orientale. Polonia, Austria e Repubblica Ceca hanno ripristinato i controlli per 10 giorni dal 4 ottobre per arginare i flussi e anche la Slovacchia ha annunciato una misura simile al confine con l’Ungheria.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/Comune di Carrara