Follie, stravaganze e sfilate sono i tre ingredienti essenziali del Carnevale, la festa più pazza dell’anno che porta in giro per il mondo tradizioni insolite e curiose

C’è un mese dell’anno conosciuto in tutto il mondo per essere caratterizzato da giornate folli all’insegna del divertimento e della pazzia. Oltre ad essere il mese degli innamorati, febbraio ha un fascino particolare perché si contraddistingue per i colori e la felicità portati dal Carnevale, anzi dai Carnevali dato che in ogni parte del pianeta si manifesta la voglia di stravolgere la quotidianità.

Al di là della religione, il Carnevale è una festa le cui origini risalgono ai tempi della Roma antica. È legata ai saturnali, le festività romane che si svolgevano in onore di Saturno, Dio dell’agricoltura e del raccolto. Durante queste giornate di festeggiamenti, regnava la più totale follia e tutti erano autorizzati a fare qualsiasi cosa: decadevano obblighi, impegni, leggi, ci si abbandonava a scherzi e divertimento, ci si dedicava a bevande e cibo e veniva meno anche ogni distinzione sociale grazie all’utilizzo delle maschere. Con il passare del tempo questa tradizione ha conservato la sua spensieratezza ma si è anche appesantita di un significato religioso volto a spiegare il nome della festa. La parola Carnevale in latino significa “eliminare la carne” e allude all’ultimo abbondante banchetto che si tiene prima dell’inizio della Quaresima.

Scordatevi per un momento le festicciole di paese o di città a cui abbiamo partecipato in tenera età travestiti da chissà quale personaggio e voliamo in giro per il mondo per capire come grandi e piccoli territori celebrano questa tradizione in maniera diversa tra loro. Il re di tutti i Carnevali è certamente quello di Rio de Janeiro, una vera e propria “istituzione” per chi adora questa ricorrenza. Venne celebrato per la prima volta nel 1723 e dopo 300 anni dal suo esordio attira ancora moltissimi turisti, milioni di persone che sono impazienti di assistere con i loro occhi a sfilate e balli. Colori, maschere, luci e musica affollano nell’arco dell’intera settimana di festa le strade e le famose spiagge di Ipanema e Copacabana. Ogni quartiere mostra usanze e costumi differenti ma una cosa in comune c’è: la samba, danza tipica brasiliana, che smuove oltre 200 scuole di ballo. C’è un altro Carnevale importante in America Latina, è quello di Barranquilla (Colombia) che si identifica per essere una mix di tradizione europee, indiane e africane e per essere stato nominato dall’UNESCO patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Il punto cruciale della festa è il sabato in cui si tiene la “Batalla de las Flores”, una battaglia di fiori e colori unica nella sua bellezza.

Spostandosi negli Stati Uniti, nello specifico nello Stato della Louisiana, si può assistere all’appuntamento carnevalesco più rilevante del Nord America: si chiama Mardi Gras e si svolge a New Orleans. Ad aprire le danze della festa, che ha origini francesi e nasce come celebrazione di rituali di fertilità, sono star della musica e del cinema statunitense, concerti in maschera e cortei musicali. Seppur quello della città del jazz sia ritenuto un Carnevale “senza freni” perché si è liberi di indossare costumi di ogni genere, dai balconi e dai carri vengono lanciati oggetti di qualsiasi tipo in base alla bellezza dei travestimenti che sfilano. Per arrivare in un’altra località famosa per i suoi festeggiamenti bisogna fare un lungo viaggio in aereo fino a toccare il Vecchio Continente. Siamo a Tenerife, la più grande isola delle Canarie, dove si tiene il Carnevale più “brasiliano” della Spagna. Processioni, parate e giochi sono aperti a chiunque voglia partecipare ma vestirsi in maschera è praticamente obbligatorio tanto che gli isolani fanno a gara per avere il costume più originale. Il momento clou della festa è l’elezione della Regina, la più bella delle concorrenti dell’anno, ma anche una parata in cui delle “damigelle” percorrono le strade di Santa Cruz accompagnate dai murgas (festaioli in costume). La tradizione vuole poi che il tutto si concluda con un grande falò in spiaggia.

Quando si parla di Carnevale però non può mancare il riferimento a una delle feste più antiche al mondo, quella che ha luogo nella Serenissima. Le sue origini risalgono alla vittoria del Doge Vitale Michele II sul patriarca di Aquileia nel 1162. La tradizione italiana di indossare le maschere durante questa festa nasce proprio nel capoluogo veneto: come avveniva durante i riti dionisiaci e saturnali, anche nella Venezia medievale gli “scherzi” andavano un po’ oltre. A Carnevale ogni regola veniva abolita purché venisse indossata una maschera ed è proprio in questo contesto che troviamo una risposta al detto “a Carnevale ogni scherzo vale!”: in questo periodo dell’anno, infatti, le beffe dovevano essere accettate di buon grado. Nei 10 giorni di festa la città veneta riesce a trasportare nel ‘700 migliaia di persone grazie a carri mascherati, all’imperdibile spettacolo delle gondole “vestite a festa” che solcano l’acqua dei canali e al Volo dell’Angelo, tutte tradizioni che avvolgono il territorio di mistero e lusso. Il Carnevale di Venezia è noto in tutto il mondo per essere il più affascinante anche grazie ai balli in maschera che si tengono negli innumerevoli palazzi storici della città più romantica d’Italia.

Nonostante queste siano le celebrazioni di Carnevale più conosciute al mondo, ci sono molte altre città che festeggiano questa ricorrenza in maniera insolita. Partiamo dalla famosa battaglia delle arance di Ivrea, dove i partecipanti indossano maschere di cuoio e grate di ferro per proteggere il viso, per poi spostarci a Nizza dove tutti i carri, al calar del sole, sfilano illuminati da luci. Macinando qualche chilometro arriviamo a Basilea dove tutto ha inizio alle quattro del mattino: le luci vengono spente e parte la sfilata di maschere che trasportano lanterne colorate sulla testa. Poco più a nord si può assistere a quello di Colonia, famosa per la parata di carri satirici e allegorici e anche per l’insolito periodo dei festeggiamenti che iniziano esattamente l’11 novembre alle 11:11. Ma il premio come Carnevale più originale lo vince Quebec City, dove vengono realizzate eccezionali sculture di ghiaccio e dove si svolge la sfilata notturna dei carri accompagnata da competizioni sportive canadesi.

Ma come scordare i protagonisti di questa tradizione? I coriandoli, amati sia dai bambini che dagli adulti, sono un’usanza nata in Italia durante i festeggiamenti nel periodo del Rinascimento: i semi del coriandolo venivano glassati con lo zucchero per poi essere tirati. A questi, in un primo momento, si sostituirono palline di gesso colorato e poi gli attuali coriandoli, pezzi di carta colorata.

Quanti luoghi e quanti periodi storici ha toccato la nostra mente per raccontare le profonde origini di questa festa e dei suoi diversi modi di mostrarsi e rivelarsi nel mondo. Tuttavia, se ci fermiamo a pensare, ancora oggi la vera anima del Carnevale è la medesima dalla sua nascita: a prescindere dall’età anagrafica ci si diverte e ci si maschera per fingere di essere un’altra persona oppure per avere più coraggio di essere sé stessi scordandosi, quanto meno per una giornata, la solita routine.

DI: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK