Trump trionfante chiude l’anno delle elezioni mentre la Comunità Valenciana piange le vittime delle alluvioni. La musica e lo sport fanno record su TikTok mentre la comunità nazionale e internazionale parla di femminicidio, cambiamento climatico e conflitti. Numeri e trend dell’anno appena passato
È inutile dirlo (ma lo diremo lo stesso): fare il bilancio di un anno è apparentemente semplice ma porta con sé delle insidie. Soprattutto ripensare agli eventi accaduti in questo 2024, bisestile, ci costringe a fare riflessioni di natura politica o, quantomeno, domande su quale direzione stiamo percorrendo. Diritti civili, conflitti, numerose (numerosissime) elezioni politiche, conflitti, il dibattito sull’intelligenza artificiale, lo stato dell’informazione (e lo spettro della censura), gli effetti devastanti del cambiamento climatico, le manifestazioni sono il nostro presente e quello che ritroveremo nel 2025.
Per capire cosa è stato questo 2024 bisogna partire dalla fine del 2023. Precisamente dal novembre 2023, quando Giulia Cecchettin viene uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta. Sono stati tanti, tantissimi, i femminicidi (così come negli anni precedenti), ma il caso di Cecchettin ha attirato fin da subito una fortissima attenzione mediatica. A un anno di distanza il padre di Giulia Cecchettin, Gino Cecchettin, ha inaugurato la Fondazione Giulia Cecchettin per contrastare la violenza di genere attraverso progetti che possano promuovere un cambiamento culturale. Anche nel 2024 rimane costante il numero di femminicidi: nel momento in cui scriviamo l’Osservatorio di Non Una di Meno riporta 106 femminicidi, trans*cidi e lesbicidi (morti “indotte da violenza di genere e etero-cis-patriarcale”, spiega il collettivo, compresi 91 femminicidi, cinque suicidi di donne cisgender, un suicidio di un uomo transgender, un suicidio di un uomo cisgender, oltre a 8 casi in fase di accertamenti; dati aggiornati al 22 novembre 2024). Secondo il report settimanale della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, nel periodo dal 1° gennaio al 17 novembre 2024 sono stati registrati 269 omicidi: 98 delle vittime sono donne, di cui 84 sono state uccise in ambito familiare/affettivo; tra queste 51 hanno perso la vita per mano del partner o dell’ex. Ricordiamo che in Italia non esiste una banca dati istituzionale e pubblica in cui registrare i casi di femminicidio.

Sul fronte geopolitico (tra le tante questioni) rimane quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. Proprio nei giorni in cui scriviamo la Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso mandati di arresto per crimini di guerra e crimini contro l’umanità nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant.La Cpi ha emesso un altro mandato nei confronti di Mohammad Deif, capo delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio militare di Hamas,anch’egli accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità: Israele afferma che Deif è stato ucciso in un attacco il 13 luglio scorso, ma Hamas smentisce. Già all’inizio del 2024 il Sudafrica aveva presentato alla Corte internazionale di giustizia (ICJ, principale organo giudiziario delle Nazioni Unite) un’istanza contro Israele, accusandolo di aver violato gli obblighi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Alla notizia del mandato di arresto è seguita la reazione della comunità internazionale tra chi ha rifiutato “l’equivalenza tra Israele e Hamas”e chi ha affermato che rispetterà i mandati della Corte penale internazionale. Intanto, rimangono le vittime: secondo un rapporto dell’ONU pubblicato a novembre 2024, il 70% delle persone uccise a Gaza dal 1° novembre 2023 al 30 aprile 2024 sono donne e bambini.
Secondo il Global Peace Index 2024 sono 56 i conflitti in tutto il mondo, il numero più alto mai registrato dalla fine della Seconda guerra mondiale (il dato è stato pubblicato nel giugno 2024 dall’Institute for Economics & Peace). Ucraina, Siria, Sudan, Myanmar, Yemen, sono solo alcuni dei Paesi in cui imperversa la guerra.
Rimaniamo sulla scena internazionale ma ci spostiamo negli Stati Uniti: nel novembre 2024 è stato eletto presidente Donald Trump – al suo secondo mandato dopo quello del 2017-2021 – uscito vincente dalla sfida con la candidata democratica Kamala Harris. Un anno, il 2024, in cui il tycoon è stato protagonista. Coinvolto in numerosi processi – le cui sentenze sono al momento rimandate – e in un attentato durante un comizio elettorale in Pennsylvania, negli ultimi scampoli di 2024 a far discutere sono state le controverse nomine della sua amministrazione.
Poco prima della rielezione di Trump, alla fine di ottobre 2024, due alluvioni hanno colpito l’Emilia-Romagna e il Sud-Est della Spagna, in particolare la Comunità Valenciana. Eventi meteorologici di questo tipo si sono sempre verificati ma, hanno spiegato diversi scienziati, il riscaldamento globale li ha probabilmente resi più intensi. E a proposito di clima, alla fine del 2024 ha fatto discutere l’accordo concluso alla COP29, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi a Baku, in Azerbaijan: 300 miliardi di dollari che i Paesi più ricchi si sono impegnati a fornire ogni anno ai Paesi definiti in via di sviluppo entro il 2035. Il testo sulla finanza climatica è stato molto criticato e ha lasciato scontenti molti, in particolare i Paesi coinvolti.

Il 2024 è stato, però, segnato anche dallo sport. Oltre agli Europei di calcio, vinti dalla Spagna, alle chiacchieratissime Olimpiadi di Parigi, a marcare il panorama sportivo è stato Jannik Sinner, primo tennista italiano a raggiungere la vetta del ranking ATPe diventare il numero uno al mondo. Sinner ha vinto il 92% delle partite giocate, una percentuale che ha pochi precedenti al mondo.
Non è mancata, certo, la musica. A catalizzare l’attenzione è stato l’annuncio della reunion degli Oasis e del tour che li vedrà impegnati nel 2025. Tanti gli artisti che hanno pubblicato nuovi album nel 2024, da Billie Eilish a Eminem fino ai Cure e Charlie XCX. Proprio il disco della cantautrice britannica, Brat, è stato al centro di un trend virale sui social. Tutto è iniziato dall’iconica copertina, dove sullo sfondo verde fluo campeggia il titolo “brat”, sgranato e a bassa risoluzione. Il termine “brat” non ha un significato univoco ma si può tradurre con “monella” o “monello”, “impertinente”, (il termine non ha una connotazione di genere), usato in ottica di riappropriazione e autodeterminazione (non in senso dispregiativo), per rivendicare la voglia di divertirsi, di sentirsi libere e liberi. Da lì è partita la “Brat Summer”e tutto (o quasi)è diventato “brat”: personalità pubbliche così come look e atteggiamenti. Alla base c’è un senso di decadenza, così come l’arguzia, e la post-ironia che hanno definito la cultura dei meme, diventati da tempo un vero e proprio linguaggio.
Anche questo è uno dei tratti del 2024: la produzione dei contenuti sulle piattaforme è ormai sempre più frammentata ed è difficile che un singolo contenuto abbia vita lunga, ma viene rimpiazzato velocemente da un altro contenuto, che altrettanto repentinamente verrà sostituito da un altro e così via. Non più, quindi, megatrend che generano cambiamenti nel lungo periodo, ma microtrend, che rapidamente diventano virali grazie ai social, soprattutto TikTok, ma altrettanto rapidamente scompaiono. Anche questo, sembra, resterà di questo 2024.