L’accusa già lanciata dalla Casa Bianca è stata confermata anche dal Comando di Stato maggiore congiunto
Attacchi record per la Russia che nelle ultime 24 ore ha colpito 118 insediamenti in 10 regioni dell’Ucraina. Si tratta del “record” del 2023, come ha scritto anche il ministro degli Interni ucraino, Igor Klymenko.
Secondo quanto reso noto su Telegram dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’esercito di Kiev ha “fermato un tentativo da parte del nemico di avanzare in direzione di Vugledar“, nel Donetsk, e ha inflitto “al nemico pesanti perdite: dozzine di veicoli, molti uccisi e feriti“. Sempre nel Donetsk sono in corso altre azioni, specialmente ad Avdiivka. A proposito del corridoio del grano il presidente ucraino ha parlato di “dinamica positiva” e che “stiamo finalizzando il formato assicurativo per le navi, che darà fiducia a noi e ai vettori“.
Come preannunciato nelle scorse settimane, il presidente russo Putin ha revocato la ratifica del Trattato sul divieto di test nucleari. L’accordo era stato stipulato nel 1996 con lo scopo di mettere al bando, per i Paesi firmatari, tutte le esplosioni nucleari. Il Trattato non era comunque mai entrato in vigore anche per l’assenza, fra i membri, di Stati Uniti e Cina. Dura critica per questa decisione dall’Unione europea.
L’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell ha dichiarato: «ciò avviene nel contesto della guerra illegale di aggressione contro l’Ucraina e dopo mesi di retorica e minacce nucleari irresponsabili, alcune delle quali puntano specificamente alla ripresa dei test nucleari. L’Unione europea invita la Russia a continuare a rispettare lo scopo e l’obiettivo del trattato. In quanto Stato parte del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, la Russia si è impegnata a lavorare per una rapida entrata in vigore del trattato sulla messa al bando degli esperimenti nucleari. Nel contesto delle Conferenze Articolo XIV, la Russia si è impegnata a promuovere il Trattato al più alto livello politico e attraverso tutti i canali bilaterali e multilaterali disponibili. Quest’ultima misura rappresenta un grave passo indietro rispetto a questi impegni, aggravato dallo status della Russia come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite». L’Unione europea dunque “continua a invitare” tutti gli Stati a firmare e ratificare il trattato “senza precondizioni o ulteriori ritardi” e afferma di restar “pienamente impegnata a promuovere l’entrata in vigore e l’universalizzazione” del trattato e “a perseguire i suoi obiettivi per un mondo libero dai test nucleari“.
Critiche a Mosca dal segretario di Stato Usa Antony Blinken. «È un passo significativo nella direzione sbagliata» ha dichiarato Blinken.
Intanto coinvolgimento della Corea del Nord nel conflitto in Ucraina, perlomeno rispetto al rifornimento di armi alla Russia, esce sempre più alla luce. Già due settimane fa gli Stati Uniti avevano accusato Pyongyang di aver inviato container agli alleati russi, sulla base di immagini satellitari di settembre.
Ora anche la Corea del Sud lancia l’accusa. Il Comando di Stato maggiore congiunto sudcoreano ha infatti valutato che un totale di circa 2mila container di equipaggiamenti vari e munizioni siano stati spediti dal porto di Rajin a Vladivostok. Un numero doppio rispetto a quanto stimato in precedenza. Secondo il Comando, oltre ai proiettili di artiglieria la Corea del Nord potrebbe aver fornito anche missili balistici a corto raggio e antiaerei leggeri.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/MAXIM SHIPENKOV