Tajani: “lavoriamo per Governo fino a fine legislatura. Cittadinanza e cannabis dividono la maggioranza”

Ius scholae e cannabis slittano a prossima settimana. L’Aula della Camera ha votato a favore del rinvio richiesto dal deputato dem Emanuele Fiano per l’esame dei provvedimenti all’ordine del giorno che includevano le nuove norme sulla cittadinanza e quelle sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, in materia di coltivazione, cessione e consumo della cannabis e dei suoi derivati.

La votazione, come comunicata dal vicepresidente di turno di Montecitorio, Fabio Rampelli, si è chiusa con “206 voti di differenza”.

A favore del rinvio Edoardo Ziello di Lega, secondo la quale ius scholae e cannabis “non sono assolutamente la priorità per il nostro Paese. La speranza è che vengano totalmente tolti da ogni calendario“.

Il capogruppo del Carroccio in commissione Affari costituzionali, Igor Iezzi, inoltre, ha fatto sapere che sono stati depositati “1.500 emendamenti alla proposta di legge sullo Ius scholae”. «Faremo di tutto per evitare che l’attuale legge sulla cittadinanza italiana venga stravolta da questo scempio. La sinistra sa fin troppo bene che nel nostro Paese i minori stranieri godono già di tutti i diritti previsti e garantiti dalla Costituzione. Perché tanta insistenza invece di pensare ai veri problemi del Paese come caro vita, caro bollette e prezzi del carburante alle stelle?» – ha dichiarato il deputato.

L’eurodeputato del Ppe e coordinatore nazionale di FI, Antonio Tajani, ha ribadito: «noi stiamo lavorando affinché questo Governo arrivi a fine legislatura per fare le riforme necessarie e cercare di utilizzare al meglio tutti i fondi del Pnnr. Parlare di cannabis mi pare assolutamente inattuale, si divide la maggioranza. Anche sullo Ius Scholae la sinistra non può avere una posizione ideologica» – ha aggiunto parlando con i giornalisti dopo un incontro con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo a Istanbul.

Fratelli d’Italia, invece, si è schierata contro la richiesta di Fiano. «In una situazione così clamorosamente negativa che ci attraversa, gli italiani avrebbero diritto ad un Governo che pensi ad affrontare i nodi importanti delle famiglie. Invece ci si sta concentrando su temi che fanno da cassa elettorale per la sinistra. Tutti gli argomenti identitari non devono avere diritto di cittadinanza in un governo di larghe intese. Invece stiamo qui a perdere tempo e a consumare i soldi degli italiani per due questioni che non arriveranno a dama e che sono lontani anni luce dai problemi degli italiani – ha dichiarato Fabio Rampelli ai microfoni di Radio Cusano Campus. – Noi siamo in testa alla classifica in Europa per certificati di cittadinanza rilasciati. Se lo vogliamo riformare come dice di voler fare la sinistra bisogna entrare nel merito. Il ciclo scolastico deve essere completo, fino a 18 anni. Penso che a quell’età ci sia anche la consapevolezza di poter decidere se rimanere legato alle tradizioni della propria famiglia d’origine, non si può imporre la cittadinanza de facto. Non possiamo far finta che non esista un problema di integrazione con cittadini che provengono da teocrazie ad esempio di Paesi musulmani che discriminano le donne. Se io do la cittadinanza così facilmente vado contro la Costituzione italiana. La scelta deve essere consapevole e solenne. Il cittadino che riceve la cittadinanza deve dichiarare di accogliere tutti i nostri valori e principi fondanti, non ci può essere un automatismo».

A commentare le critiche arriva la senatrice dem Valeria Fedeli: «io vorrei che Giorgia Meloni guardasse in faccia le bambine e i bambini che immagino frequentino la stessa scuola dell’infanzia di sua figlia, perché cresceranno con anche sua figlia. Non capisco perché debba dire che è ideologico il fatto che loro siano qui e abbiano questo diritto, avendo fatto un certo percorso. Non esiste dire che è ideologico. A questo punto secondo me, lo voglio dire chiaro, Giorgia Meloni è razzista perché sta discriminando per ragioni di etnia e questo è inaccettabile, non è giusto. Non puoi dire che è una misura ideologica che non si deve fare, perché stai dicendo a queste bambine e a questi bambini: tu non puoi esistere perché non hai gli stessi diritti degli altri».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA